Il giorno dopo l’annullamento della Carrese, a San Martino è il caos. Il sindaco Massimo Caravatta si è dimesso. Una protesta la sua, contro la Prefettura che per ben due volte nel giro di pochi giorni ha negato la corsa dei carri, la manifestazione che rappresenta l’anima di San Martino. Una comunità che ieri è stata tenuta con il fiato sospeso per un’intera giornata, in un’altalena di emozioni: in ordine ansia, tensione, speranza, gioia e poi angoscia. Il verdetto della Commissione di Vigilanza sul percorso è arrivato nel pomeriggio: “Si può correre!” questa l’affermazione che ha fatto subito il giro del paese e che si diffusa di bocca in bocca. Ma poi la nuova ordinanza della Prefettura che vieta, nuovamente, la corsa “perché i pareri della Commissione non sono unanimi”. Su 8 membri, sei hanno dato l’ok, due invece parere contrario. Una decisione che ha gettato nell’angoscia e nello sconforto le migliaia di persone arrivate in paese per seguire la corsa. Hanno capito che non si correva più quando le camionette di polizia e carabinieri si sono messe di traverso sul percorso. “E’ stato un sopruso” ha commentato a caldo ieri il sindaco. Oggi a bocce ferme Massimo Caravatta si dimette e annuncia ricorsi e richiesta risarcimento danni a tutti i soggetti coinvolti, in primis la Prefettura. L’ex sindaco, che ha venti giorni di tempo per ripensarci, ritiene di non aver fatto nessun errore, “non abbiamo improvvisato” dice e nella sua lettera indirizzata al Consiglio Comunale e alla Prefettura scrive: “Con la serenità e la coscienza di chi si è speso senza risparmiare energia e fatica a difesa della Comunità di San Martino, del suo territorio e della sua cultura, comunico le mie dimissioni”. Una decisione arrivata al culmine di notti insonni per Caravatta, che nei giorni scorsi si era detto angosciato solo all’idea che non si potesse correre. “Non c’è scritto da nessuna parte che il parere della Commissione doveva essere unanime, la norma è chiara, bastava la maggioranza” ha commentato Caravatta spigando che la Commissione prima non si sarebbe potuta convocare in quanto il percorso con tutte le misure di sicurezza adottate è pronto proprio a ridosso della manifestazione. Misure per la salvaguardia dell’incolumità delle persone durante le manifestazioni pubbliche che sono diventate sempre più stringenti dopo i fatti di Torino, quando in occasione della finale di Champions in piazza San Carlo rimasero ferite oltre 1550 persone e una donna morì. Misure per certi versi anche incompatibili per un evento come la Corsa dei Carri che non si svolge nel chiuso di una piazza. Se a San Martino è il giorno della resa dei conti, a Ururi, altro centro in fermento è l’ora delle decisioni. Il sindaco Raffaele Primiani ammettendo la stesse criticità di San Martino ha deciso, insieme alle associazioni dei carri, di annullare la gara del 3 maggio, “onde evitare una farsa e un’ulteriore umiliazione della nostra tradizione millenaria”. Resta l’incognita della corsa di Portocannone, con la paura di tutti, ora, che una tradizione secolare come la Carrese possa essere cancellata.

Potrebbe interessanti anche:

Sanità, sulle partite iva scede in campo la Fials: “Intervenga il Parlamento”, chiede il sindacato

Il tema delle assunzioni rappresenta la questione centrale del sistema sanitario regionale…