Una giornata densa di colpi di scena che si è conclusa con il mancato svolgimento della Carrese di San Martino in Pensilis. L’evento più atteso dalla comunità è stato bloccato dall’intervento delle forze dell’ordine che non hanno consentito il via ai tre carri pronti a partire: Giovani, Giovanotti e Giovanissimi.

Le ragioni ufficiali sono in fase di accertamento ma sarebbero, in sostanza, legate a criticità relative alla sicurezza.

Fatto sta che le proteste e le contestazioni non sono mancate dopo ore di attesa frenetica e preparativi durati un intero anno con l’allestimento dell’intero percorso da parte del Comune.

L’ordinanza della Prefettura che ha vietato la Carrese, arrivata a pochi giorni dall’evento, aveva rimesso tutto in discussione.

È seguito il ricorso al Tar ma i giudici amministrativi nhanno respinto la richiesta di sospensiva evidenziando la possibilità di poter rivedere l’ordinanza in caso di parere favorevole della Commissione in tempo utile per consentire l’adozione delle misure di sicurezza. Una nuova riunione della Commissione comunale di vigilanza tenuta proprio il 30 aprile ha così valutato le condizioni per riconsiderare il provvedimento: il verdetto, arrivato nel pomeriggio, ha visto un parere positivo espresso a maggioranza da parte di sei degli otto membri della Commissione.

Il sindaco, Massimo Caravatta, ha quindi firmato l’ordinanza che ha autorizzato lo svolgimento della corsa dei carri nell’entusiasmo generale e trasmesso l’atto alla Prefettura.

Dopo la benedizione impartita dal parroco, don Nicola, i carri si erano comunque avviati per raggiungere la partenza percorrendo a ritroso il percorso di circa otto chilometri. L’entusiasmo è stato gradualmente frenato dalle prime voci relative blocco della Carrese con i mezzi delle forze dell’ordine che hanno raggiunto alcuni punti e, di fatto, hanno impedito la corsa dei carri valutando a questo punto la mancanza delle condizioni di sicurezza necessarie. Decisione non condivisa e contestata dallo stesso sindaco che ha parlato a caldo di un “sopruso”. Delusione e solidarietà da parte di tante persone arrivate in paese per seguire la corsa dei carri. Ora bisognerà capire meglio il contesto e i motivi che hanno impedito lo svolgimento della manifestazione in una giornata che ha segnato la comunità di San Martino, la sua storia, e le sue tradizioni millenarie.

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