Antifascisti militanti, associazioni, organizzazioni sindacali, cittadini e un buon numero di giovani. Come ogni anno in tanti si sono dati appuntamento ai piedi di Monte Marrone, uno dei luoghi simbolo della resistenza. La prima tappa come sempre a Castelnuovo a Volturno, davanti al cippo funerario che ricorda Giaime Pintor, il giovane partigiano che morì su un mina piazzata dai nazisti. Il luogo della sua morte, avvolto tra rovi ed erbacce, fu riscoperto da un gruppo di giovani 45 anni fa. Il secondo appuntamento a Monte Marrone, davanti al Monumento delle Regioni. Da queste parti fu ricostituito l’Esercito italiano, tra queste montagne fu gettato uno dei semi che portarono alla nascita del Corpo italiano di liberazione. Ma il sindaco di Rocchetta, Teodoro Santilli, ha voluto ricordare anche le vittime della strage nazista di Castelnuovo, avvenuta nel ‘44, ai più sconosciuta. Furono uccise 12 persone. Il Comune – ha annunciato il primo cittadino – ha girato un documentario raccogliendo le testimonianze degli anziani che videro con i propri occhi cosa accadde in questi luoghi. Durante i vari interventi è stata ribadita la necessità di riaffermare i valori della resistenza in un periodo in cui l’odio, la violenza e l’intolleranza stanno riprendendo vigore. Un appello rivolto in particolare ai giovani. Alcuni di loro – è il caso dell’Unione degli studenti, presente con una delegazione – questo messaggio lo hanno fatto proprio. Ma nel complesso le nuove generazioni restano sostanzialmente distanti dalla politica. E su questo che ci governa dovrebbe riflettere.

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