di PASQUALE DI BELLO

Torna di attualità il tema dell’integrazione tra l’ospedale Cardarelli di Campobasso e la vicina struttura facente capo alla Fondazione Giovanni Paolo II, per brevità e comprensione chiamata Cattolica. A ridare fuoco alle fiamme in realtà mai sopite del processo di integrazione pubblico – privato, è il presidente non solo pro tempore ma ampiamente in uscita della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura. A giorni, ha dichiarato Frattura, verrà formalizzato l’accordo con la struttura privata, dimenticato che la fase morente della legislatura a sua guida pone dei seri interrogativi sulla legittimità di un atto del genere. Frattura, per prassi e per legge, è in sella esclusivamente per gli affari correnti e in attesa che si possa insediare al vertice della Regione il proprio successore, nome che sarà noto solo nella notte tra il 22 e 23 aprile prossimi. Appare di evidenza palmare come un atto del genere, peraltro sconosciuto a tutti se non a Frattura stesso e ai vertici della Cattolica, rappresenti quanto di più straordinario possa essere approntato, messo in campo e sottoscritto. Il tema dell’integrazione pubblico – privato, va ricordato, è stato uno tra quelli più roventi che hanno investito il comparto Sanità e diviso la pubblica opinione dal Palazzo. Lo smantellamento del servizio pubblico e la parallela benevolenza verso quello privato, sono aspetti sottolineati e censurati da più parti sino ad arrivare, nel caso specifico, a parlare di una vera e propria annessione del Cardarelli da parte della Cattolica. Tra le tante bizzarrie messe in campo da Frattura per diluire una pozione indigesta, c’è stata la barzelletta della governance pubblica della struttura privata, una sciocchezza giuridica che la stessa sede regionale dell’Avvocatura dello Stato ha segnalato al presidente e commissariuo ad acta. Sulla questione, come sull’intera vicenda Sanità, inoltre, è da registrare la funzione assolutamente marginale del Consiglio regionale, relegato da Frattura a ruolo meramente decorativo con fosse un carciofino lesso tra gli antipasti al cenone di fine anno. Ma la questione ancora più grave, in tutto questo, è quella politica. Ovvero il regalo, o meglio la beffa, che Frattura starebbe per rifilare al proprio successore e al nuovo Consiglio regionale, quella di un accordo preconfezionato e noto solo a lui. Una totale mancanza di senso delle istituzioni a cui va opposto un immediato e secco NO da parte della politica. Una pagliacciata della staffa che, francamente, vorremmo escludere dal novero delle tante che in cinque anni ci è toccato di registrare.

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