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Apertura - Attualità - Evidenza - QD - 12 Aprile 2018

Isernia, Cat in ‘guerra’ per i migranti. L’avvocato Iacovino fa bloccare la nuova distribuzione

Il Tar Molise ha bloccato i provvedimenti della Prefettura di Isernia con i quali era stato ordinato lo spostamento di migranti, già ospitati in Cat (centri di accoglienza temporanea) della provincia, verso altri centri della città capoluogo. Sono state così sospese d’urgenza le deteminazioni della Prefettura, adottate il Giovedì Santo, da eseguirsi il Sabato Santo ed inerenti lo spostamento dei richiedenti asilo ospitati presso alcuni Cat operanti sul territorio provinciale. Proprio Giovedì Santo, infatti, i gestori di alcuni centri a Macchiagodena, Cantalupo e Sant’Elena Sannita, si erano visti recapitare provvedimenti della Prefettura che imponevano il trasferimento immediato di tutti i migranti accolti, nessuno escluso, verso centri del capoluogo isernino, nell’arco di due giorni, ovvero entro sabato santo. I gestori però affermano di aver fatto presente alla prefettura che, nonostante la sottoscrizione dell’Accordo Quadro, da parte di tutti i centri che gestiscono l’accoglienza, inspiegabilmente avrebbero sottoscritto la convenzione solo il primo, il secondo e il quarto della graduatoria, sollevando anche ulteriori e pesanti perplessità su parentele e incompatibilità varie di alcuni loro rappresentanti. Per questo motivo, i gestori dei centri della provincia che avrebbero perso i migranti da loro ospitati, si sono dichiarati stupiti dalla determinazione della Prefettura isernina ed hanno così deciso di rivolgersi allo Studio Legale Iacovino & Associati, di Campobasso, onde promuovere ricorso d’urgenza contro tali decisioni. La Prefettura, affermano i ricorrenti, rivolgendosi direttamente a loro e senza riscontrare l’atto stragiudiziale, ipotizzava il mancato pagamento delle rette, nel caso in cui non avessero dato esecuzione al provvedimento che disponeva lo spostamento dei migranti presso gli altri centri del capoluogo pentro. Il Tar Molise, invocato dai legali su richiesta dei gestori, ha pertanto disposto di lasciare inalterata la situazione dei ricorrenti fino alla prossima udienza del 9 maggio, rilevando come i provvedimenti, notificati ai centri il 29 marzo e che disponevano il trasferimento entro soli due giorni, non fossero giustificati da adeguate e comprovate ragioni. In altre parole, sempre ad avviso dei gestori ricorrenti, non è stata concessa neanche la possibilità ai richiedenti asilo di esprimere osservazioni; eppure c’erano da fare considerazioni sul fatto che tutti i migranti sono inseriti in percorsi di integrazione socio-culturale avanzata, nei diversi comuni della provincia dove sono attualmente ospitati. Soddisfazione per la sospensione dei provvedimenti è stata espressa dai legali che hanno curato i ricorsi, gli Avvocati Vincenzo Iacovino, Vincenzo Fiorini e Silvio Di Lalla: ”Per il momento – affermano – si può dire che la ‘deportazione’ è stata sospesa e ci si augura che intervenga la Prefettura in autotutela e la Procura della Repubblica, al fine di verificare la correttezza dell’operato della Pubblica Amministrazione e di chi ha agito in nome e per conto di essa”.

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