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Apertura - Attualità - Politica - 3 Aprile 2018

Vertici Asrem, il nuovo presidente confermerà le scelte di Frattura?

di PASQUALE DI BELLO

La questione Sanità è stata il tema centrale di tutta la stagione regionale a guida Frattura. Un tema incandescente che ha toccato il massimo della contrapposizione il 18 maggio del 2016 quando scesero in piazza migliaia di persone per contrastare la riforma voluta dal presidente della Regione e Commissario ad acta. Una parte di tale riforma, seppure di natura tecnica ed esecutiva, è rappresentata dalle strutture apicali dell’Azienda sanitaria regionale. Non è un mistero che Frattura, per i vertici dell’Asrem, abbia scelto tutte figure provenienti da fuori regione, a partire dal direttore generale, Gennaro Sosto, calabrese, come calabrese è il direttore amministrativo, l’ex capitano dei Nas, Antonio Forciniti. Dalla vicina Campania arriva invece il direttore sanitario, Antonio Lucchetti. Pugliese era Marinella D’Innocenzo, il braccio destro di Frattura a cui si deve buona parte del Piano Operativo 2015 – 2018. La D’Innocenzo, a suo tempo Direttore Generale della Salute, ha però lasciato esattamente un anno fa il Molise per trasferirsi alla ASL di Rieti.

Stiamo parlando, in tutti i casi, di nomine, la cui base fiduciaria, pone una questione di non poco conto ai candidati alla Presidenza della Regione Molise. Nel giro di poche settimane dal proprio insediamento, il nuovo presidente della Regione sarà chiamato a decidere se confermare, in tutto oppure in parte, le scelte fatte dal presidente uscente Frattura. Soprattutto in considerazione che gli attuali piani operativi scadranno a fine anno. La logica dello spoil system, ovvero della sostituzione integrale dei gruppi dirigenti, molto in voga all’estero, in Molise fatica ad affermarsi, tanto è vero che chiunque si accinga a governare, dai 5 Stelle a Casa Puond, dal Centrosinistra al Centrodestra dovrà fare i conti non solo con le nomine effettuate da Frattura, ma anche con una burocrazia regionale talvolta più potente ed influente della politica che sì, avrà tanti difetti, ma che risponde pur sempre ad un mandato popolare. La burocrazia, invece, di fatto non risponde a nessuno.

Su questi temi, l’agenda politica segna il passo. Eppure sarà il caso che a meno di venti giorni dalle elezioni regionali, i candidati alla presidenza facciano conoscere ai molisani il proprio pensiero.

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