Dopo la presentazione, in Corte d’appello a Campobasso, delle candidature e delle liste per le elezioni regionali del 22 aprile, si è aperta ufficialmente la campagna elettorale. E non mancano critiche, polemiche e prese di posizione, per le scelte adottate e per i cosiddetti “salti della quaglia” da uno schieramento all’altro. I toni della competizione si preannunciano “caldi”

di PIACENTINO SALATI

Le ultime ore prima della presentazione delle liste dei candidati per le regionali sono state a dir poco movimentate. Quelle successive hanno fatto registrare passi indietro, chiarimenti ed epurazioni.

Critiche e polemiche, soprattutto nei post e nei commenti sui social network, ai cosiddetti “salti della quaglia” di esponenti politici che (alcuni proprio nell’imminenza della presentazione delle liste) hanno cambiato partito e coalizione; la migrazione soprattutto dal centrosinistra al centrodestra.

Da qui una prima presa di posizione. Quella di Giacomo Papa che si è dimesso dalla carica ricoperta in Forza Italia affermando che la lista per le regionali è, testualmente, “una scialuppa di salvataggio per i naufraghi provenienti dalla sinistra”.

 

 

 

 

 

Sul fronte opposto, nel centrosinistra, in casa LeU, è scoppiato il “caso Rita Formichelli”, con l’ex candidata Sindaco di Isernia che aveva comunicato di volersi ritirare dalla corsa per un posto da consigliere regionale ma, poi, si sarebbe ritrovata comunque in lista, contro la sua volontà e senza aver firmato l’accettazione di candidatura. Pronta la replica di Matteo Gissi, delegato LeU alla presentazione della lista, il quale ha precisato che la stessa non ha mai contenuto il nome di Rita Formichelli, seppur – ha detto Gissi – l’avvocata isernina aveva firmato l’accettazione quando già era stato trovato l’accordo per Veneziale presidente.

In casa Sinistra italiana si registrano le dimissioni di Angelo Minotti da segretario organizzativo. Minotti non ha condiviso le ultime decisioni dell’Ulivo 2.0 che hanno portato alla scelta di Veneziale candidato presidente.

 

 

 

Infine l’Italia dei valori con il commissario regionale del partito Ivan Perriera che ha smentito il responsabile regionale dello stesso, Angelo Di Stefano, il quale aveva annunciato il non appoggio dell’IdV alle scelte ed alle candidature di Ulivo 2.0.

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