di GIOVANNI MINICOZZI

Luigi Di Marzio e Fabrizio Ortis al Senato, Rosalba Testamento e Antonio Federico alla Camera dei deputati. Sono questi i quattro parlamentari targati M5s eletti dai molisani a furor di popolo. A loro sarebbe andato anche il quinto parlamentare ma non e’ stato cosi’ poiché Rosalba Testamento e Antonio Federico, entrambi candidati sul proporzionale, sono stati già eletti nei due collegi uninominali. Il seggio,invece, e’ stato assegnato a Giuseppina Occhionero candidata di Liberi e Uguali nel collegio proporzionale della Camera. “Il gioco di squadra ha premiato Liberi e Uguali grazie al risultato elettorale del Molise che ha superato di circa un punto la media nazionale del partito e per questo motivo abbiamo conquistato uno dei 14 seggi che spettano a LeU, altro che flop” ha dichiarato soddisfatto il rettore Gianmaria Palmieri che era candidato nel collegio uninominale del Senato. La squadra dei Parlamentari molisani e’ stata completata dalla coordinatrice di Forza Italia Annaelsa Tartaglione eletta sul proporzionale nel collegio di Foggia. Dunque saranno tre donne e tre uomini a rappresentare il Molise nel Parlamento Italiano ma resta in evidenza il “botto” dei pentastellati. Un risultato quello del M5s previsto dai sondaggi pre elettorali ma non in modo cosi eclatante. L’unico paragone possibile è con la DC dei tempi d’oro tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80. Si è trattato di una vera e propria rivoluzione politica, culturale e sociale inconsueta per glie elettori molisani da sempre etichettati come moderati. Il centrodestra, dal canto suo, ha rispettato i pronostici con risultati similari alla media nazionale ma resta la sconfitta imprevedibile di Mario Pietracupa nel collegio uninominale di Isernia , dato vincente dai sondaggi, ma di più non poteva fare. Il centrosinistra, invece, è letteralmente crollato con i partiti minori della coalizione che hanno ottenuto risultati da prefisso telefonico e con il PD che di fatto ha ceduto una metà dei suoi elettori al M5s nonostante la scelta di candidare persone presentabili per capacità e storie personal. Evidentemente le promesse elettorali, reiteratamente sottolineate dal governo regionale, circa una virtuale distribuzione di milioni di euro di risorse pubbliche e di posti di lavoro, non sono riuscite a convincere gli elettori e a nascondere le azioni di malgoverno, di intrecci tra affari e politica nonché di interessi privati, messi in luce da una parte della stampa locale e nazionale, che in alcuni casi hanno coinvolto direttamente Paolo Frattura e la segretaria del PD Michela Fanelli. I molisani hanno bocciato sonoramente questa classe politica e lo faranno anche alle Regionali del 22 Aprile se i partiti tradizionali (in particolare il pd) si presenteranno con le stesse facce che hanno distrutto il Molise e perfino la speranza dei molisani.

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