di PASQUALE DI BELLO

Dopo settimane di attesa, lavoratori e sindacato hanno incontrato il Direttore Generale dell’Asrem, Gennaro Sosto. Il tema in agenda è stato quello del maxi appalto da settanta milioni con il quale verranno affidati ad un nuovo getore i servizi energetici e di manutenzione delle strutture ospedaliere e sanitarie molisane. Bando che rischia di lasciare a casa settanta lavoratori attualmente addetti alla manutenzione su tutto il territorio regionale e inquadrati in sei aziende attualmente incaricate del servizio.

L’esito dell’incontro è stato fallimentare, nonostante il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, rispondendo ad precisa domanda, avesse assicurato la modifica del bando e l’introduzione di una norma a salvaguardia dei lavoratori che ne consentisse il mantenimento in servizio. Aria fritta e fritta, per giunta, con olio esausto e scadente. Come del resto larga parte delle minestre condite da questa amministrazione regionale ormai, e fortunatamente, giunta ai titoli di coda. Sosto ai lavoratori e al sindacato non poteva non dire le cose come in realtà stanno: il bando, in scadenza il prossimo 12 marzo, non può essere modificato. La conclusione che se ne può trarre è una sola: alla Regione, del lavoro e dei lavoratori: occupati, disoccupati, in attesa di un impiego, non importa un fico secco. Nessuno, nella stesura del bando, una pletora di burocrati e azzeccagarbugli annidati nei palazzi regionali, e tantomeno i soloni e le trombe sfiatate della politica, hanno pensato di scrivere due righe che impegnassero l’aggiudicatario dell’appalto a riassorbire i lavoratori in servizio.

Ad interessarsi alla questione, dalle notizie in nostro possesso, è stata la sola CGIL la quale, necessariamente, deve prendere atto non solo del nulla di fatto ma di quella che si sta profilando una sconfitta stessa del sindacato. Dalle indiscrezioni trapelate, parrebbe che dall’Asrem sia stata partorita l’idea di un protocollo d’intesa tra la stessa azienda sanitaria e le parti sociali per tentare un salvataggio dei lavoratori. Anche qui siamo all’aria fritta. Chi si aggiudicherà l’appalto lo farà alle norme e alle condizioni contenute nel bando di gara. Punto. Tra queste da nessuna parte c’è scritto un obbligo di riassorbimento dei lavoratori in servizio. Quelle di Frattura, ancora una volta, si sono rivelate parole affidate a Radio Collodi.

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