Le firme raccolte e indirizzate al Comune di Venafro parlano chiaro: a Ceppagna non si fidano. Diversi cittadini chiedono chiarimenti all’ente di piazza Cimorelli, possibilmente attraverso la convocazione di un consiglio comunale. Dopo aver appreso la notizia dell’imminente arrivo di migranti, nella frazione si è sollevato più di qualche malumore. All’inizio si era parlato di 60 ospiti, ma la voce circolata nei giorni scorsi si è rivelata priva di fondamento. In realtà a Ceppagna sono destinati soltanto 6 richiedenti asilo. Nessuna presunta invasione, dunque. Il Comune ha aderito allo Sprar – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Angelamaria Tommasone – anche per limitare il numero di presenze. Se poi qualcuno pensa di poter tornare indietro e revocare l’intesa con la Prefettura, allora è bene che si sappia che per il 2017 l’Ufficio del Governo di Isernia aveva previsto all’incirca 250 migranti per la città di Venafro, mentre con l’adesione al Sistema di protezione per i richiedenti asilo questa cifra è stata più che dimezzata. Inoltre questo accordo consente all’ente comunale di avere il controllo e la gestione nelle proprie mani. Nonostante queste precisazioni, tuttavia, a Ceppagna prevale lo scetticismo. È opinione diffusa che prima o poi il numero di rifugiati è destinato ad aumentare. Per questo chiedono di spazzare il campo da ogni dubbio, convocando una seduta monotematica del consiglio comunale. Non è escluso che l’invito venga accolto, proprio per rasserenare gli animi. Ma per l’amministrazione comunale la situazione è già chiara: con lo Sprar il numero di arrivi è limitato. E dunque si va avanti così. Almeno fino alle prossime elezioni comunali. Che potrebbero rimettere tutto in discussione. Qualcuno avrebbe infatti già ipotizzato la revoca dell’accordo con la Prefettura.

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