di GIOVANNI MINICOZZI

L’ ennesima pagina nera, speriamo l’ultima, è stata scritta dal consiglio regionale che ha modificato in seconda lettura, quindi in via definitiva ,lo statuto elevando da quattro a cinque il numero massimo degli assessori e istituendo la figura del sottosegretario alla Presidenza della giunta a partire dalla prossima legislatura. La modifica è stata approvata a stragrande maggioranza dal centrosinistra e dal centrodestra con le sole eccezioni dei consiglieri Massimiliano Scarabeo, Francesco Totaro e Patrizia Manzo che hanno votato contro mentre Antonio Federico era assente. In precedenza la maggioranza che sostiene Paolo Frattura, insieme a Vincenzo Niro, nella nuova legge elettorale approvarono la norma che prevede il consigliere supplente per sostituire gli eletti chiamati a ricoprire l’incarico di assessore. Come si ricorderà il decreto Monti sulla riduzione dei costi della politica, entrato in vigore nell’anno 2012 e mai abrogato, prevede per il Molise un numero massimo di consiglieri regionali pari a venti più il Presidente e fissa a un quinto degli eletti il numero massimo degli assessori. In sostanza ventuno eletti , compreso il Presidente , diviso cinque determina il numero massimo di assessori in 4,2 che evidentemente non può essere arrotondato a cinque come invece ha deciso il consiglio regionale con la modifica dello statuto. Sommando tutto viene fuori un totale di personale politico impegnato nella Regione Molise incrementato di diverse unità rispetto a quello attuale calpestando in tal modo la normativa del citato decreto Monti che fissava in venti consiglieri eletti più il Presidente l’organico totale dell’Istituzione Regione. A partire dalla prossima e imminente nuova legislatura ,invece, ci saranno: venti consiglieri eletti, più il Presidente, più cinque assessori, più il sottosegretario e senza considerare i consiglieri supplenti. Insomma, una grande abbuffata proprio mentre i molisani sono stati ridotti alla canna del gas. Peraltro in tal modo il decreto Monti sui tagli ai costi alla politica è stato trasformato in carta igienica . Da sottolineare la circostanza che il tutto è accaduto nel silenzio pressoché totale dei molisani, dei sedicenti intellettuali e di parte della stessa stampa sempre più appiattita sul potere politico dominante. Ma tant’è! Le grandi preoccupazioni e le analisi profonde espresse in campagna elettorale dai politici sulla disaffezione al voto dei cittadini sono un bluff e non servono a niente se costoro non si rendono conto che le persone si allontanano dalle istituzioni e dalla politica anche per effetto delle scelte stravaganti ed egoiste imposte a colpi di maggioranza. Insomma, è la politica stessa che alimenta l’antipolitica e dunque chi è causa del suo male pianga se stesso.

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