Un lungo, forte applauso ha accompagnato l’uscita del feretro di Antonio Carlone dal Municipio di Campochiaro, dov’era allestita la camera ardente. L’applauso di tutto il paese, dei tantissimi amici, colleghi che hanno voluto tributargli l’ultimo, commosso, saluto. Tutti stretti attorno alla famiglia del giovane sindaco, portato via alla vita e agli affetti da una terribile malattia, a soli 43 anni. Tutti stretti attorno alla giovane moglie Simona e alle due figliolette, ai genitori, al fratello. Commovente proprio il saluto dei bambini del paese, a quel primo cittadino, a quell’uomo dal sorriso dolce e buono, che sapeva ascoltare tutti, anche i più piccoli.
«Un uomo e un amministratore leale, onesto, pulito, disponibile – ha ricordato Massimo Romano prima della cerimonia funebre, parlando davanti al Comune – pacato, rispettoso, ma fiero e deciso nel portare avanti le sue idee, valori e battaglie, per la sua comunità» che amava e guidava dal 2011. Antonio Carlone si è battuto come un leone contro la creazione della centrale a biomasse a Campochiaro, in difesa del suo territorio e della salute della gente. La Chiesa di Santa Maria Assunta non è riuscita a contenere quanti, con le lacrime agli occhi, hanno voluto essere presenti alla cerimonia funebre, per salutare l’amico, l’amministratore, il padre, l’uomo. Tantissimi i sindaci, con le fasce tricolori, gli amministratori, politici. Antonio Carlone, hanno detto tutti, era e rimane un esempio e un punto di riferimento per la sua comunità e non solo. Nella sua omelia l’Arcivescovo Bregantini lo ha descritto come un esempio di chiarezza umana e spirituale, per il quale il dialogo era centrale. Sapeva unire. Commosso ha ricordato l’ultimo incontro con Antonio, all’Hospice di Larino.
Sulla bara la foto di Antonio Carlone, il suo dolce sorriso. Affianco il dolore della famiglia, della moglie con le figliolette, unite in un abbraccio tenero e struggente. «Era una bella persona» ha detto il presidente della Provincia Antonio Battista, sottolineando l’aggettivo bella nella sua pienezza.
«Sei il nostro capitano. Il più valoroso. Ci hai insegnato a lottare» queste le parole del vicesindaco Maria Karim Della Penta. Infine il grazie, commosso, tenero della moglie Simona a tutti, a quanti sono stati vicini ad Antonio Carlone, alla famiglia. «Grazie, o Signore, Antonio è stato per noi la più ampia manifestazione della tua grazia» ha detto.

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