di GIOVANNI MINICOZZI

Con il passare delle ore e con l’avvicinarsi della scadenza per la presentazione delle liste dei candidati al Parlamento, fissata per lunedì 29 Gennaio, le novità e i colpi di scena si susseguono minuto per minuto in tutte le coalizioni ma non nel M5S che ha già definito la sua griglia di partenza. Ma procediamo con ordine. Nel centrosinistra, in particolare nel PD, le acque sono sempre più agitate con la base che spinge sui vertici istituzionali, apparentemente più forti elettoralmente, per una loro candidatura diretta al Parlamento. La discussione si è concentrata sul Presidente della Regione Paolo Frattura( che però non intente accettare) e sui suoi assessori Vittorino Facciolla e Carlo Veneziale. Al momento resta in bilico Antonio Di Pietro non gradito né dai dirigenti locali del PD né da Matteo Renzi, il quale ha fatto sapere al “Tonino nazionale”, attraverso Micaela Fanelli, che “non lo vuole neanche morto nelle liste del PD”.  A questo punto Di Pietro potrebbe accettare la candidatura di Liberi e Uguali, in accoppiata con il Rettore Gianmaria Palmieri, nel collegio unico del Senato senza escludere una sua candidatura al vertice della Regione in contrapposizione a Paolo Frattura. Nel centrodestra, invece, è da registrare una lettera, garbata ma inequivocabile, inviata da Aldo Patriciello, palesemente preoccupato dell’esito del voto politico, a Silvio Berlusconi per mettere sotto accusa la coordinatrice regionale di Forza Italia, Annaelsa Tartaglione. Scrive l’eurodeputato : “Caro Presidente, le imminenti consultazioni politiche che vedranno impegnato al voto il nostro Paese il prossimo 4 Marzo e l’esito presumibilmente incerto che renderà ogni eletto potenzialmente determinante ai fini della formazione di un nuovo esecutivo, impongono delle riflessioni territoriali serie finalizzate all’identificazione dei migliori candidati possibili da schierare nei singoli collegi tanto uninominali che proporzionali. Nelle ultime settimane raccolgo forti fibrillazioni di molti eletti forzisti che lamentano da parte della coordinatrice regionale una totale assenza di dialogo e concertazione nella scelta di coloro che saranno chiamati a rappresentare Forza Italia nei cinque collegi assegnati al Molise. Sono convinto che solo mettendo in campo le persone più elettoralmente radicate nei territori il centrodestra potrebbe legittimamente portare a casa i cinque collegi in palio che secondo i sondaggi più recenti risultano essere in bilico e pertanto di esito incerto. Candidature autoreferenziali, prive di qualsiasi consenso possono generare un pericoloso effetto domino in tutti i collegi dove la vittoria o la sconfitta si deciderà per poche centinaia di voti. Auspico, pertanto, di poter essere ascoltato con urgenza per illsustrare meglio lo scenario politico della nostra Regione”. Fin qui Aldo Patriciello. Dunque l’eurodeputato non ha proposto nessuna candidatura, né per se stesso né per Mario Pietracupa, ma appare chiara la sua preoccupazione circa il risultato del voto politico che potrebbe influenzare anche l’esito delle successive elezioni regionali fissate da Paolo Frattura, con proprio decreto , per il prossimo 22 Aprile. Sulla base delle dichiarazioni di Patriciello si deve dedurre che l’eurodeputato ha mollato definitivamente Paolo Frattura e lavora per la vittoria del centrodestra sia al Parlamento sia alla Regione. La politica, si sa, è l’arte del possibile e se davvero Aldo Patriciello crede in ciò che ha scritto non gli resta che trovare l’intesa con Michele Iorio, nonostante le feroci litigate dell’ultimo periodo. Anzi, secondo i bene informati, i mediatori sarebbero già al lavoro. In politica, come nella vita, MAI DIRE MAI !!

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