I precari post sisma e Protezione Civile non le mandano a dire e rispondono a tono all’assessore regionale Carlo Veneziale, che era intervenuto in merito alla loro vicenda, durante la trasmissione Moby Dick. “La stabilizzazione – ha detto – si doveva fare per una questione di emergenza e non c’entra cion la ricostruzione. Con la nuova Agenzia è stata fatta la scissione dei compiti”.
Per il comitato dei precari, le dichiarazioni di Veneziale sono l’ennesimo maldestro tentativo di screditare centinaia di onesti professionisti, che in 15 anni hanno lavorato nel processo di ricostruzione post-sisma e poi improvvisamente sono stati messi fuori e lasciati senza reddito. «Forse – è quanto hanno precisato i precari – si vuol far passare il concetto che costoro non abbiamo nulla da pretendere perché hanno svolto il concorsone, oggetto di inchiesta”. Il comitato però ha ricordato che esiste il Decreto Madia, che prevede la stabilizzazione per tutti coloro che vantano anni di precariato nella pubblica amministrazione, e «per non creare nuovi precari – ha evidenziato – come questa amministrazione regionale sta continuando a fare».

I precari hanno fatto notare ancora a Veneziale che l’Agenzia regionale di Protezione Civile, per legge, espleta tutti i compiti di Protezione Civile eccetto le funzioni che la legge attribuisce agli organi regionali, nonché, in via transitoria, il completamento degli interventi di riparazione o ricostruzione degli edifici, privati e pubblici, colpiti dal terremoto del 2002. «E’ grottesco – ha continuato il comitato dei precari – che Veneziale dica di nominare, per svolgere le attività ordinarie di Protezione Civile, proprio le 14 persone individuate dalla delibera 452/2017 con nome e cognome, e ignorarne molte altre che, oltre ad avere il medesimo inquadramento e capacità professionale, hanno anche superato un regolare, fino a prova contraria, concorso pubblico».

E in merito al concorsone, i precari hanno precisato che ad averlo vinto sono stati in 218, e le persone rinviate a giudizio e citate da Veneziale, sono solo 3, per cui in 215 sono estranei al procedimento e fino al terzo grado di giudizio e a eventuale condanna definitiva esiste la presunzione di innocenza. «Se bastasse un’indagine d’altro canto – hanno detto ancora i precari Post Sisma e Protezione Civile – stessa sorte dovrebbero subire tutti gli atti che produce la stessa giunta regionale, di cui Veneziale fa parte, con il risultato che l’attività amministrativa ne risulterebbe paralizzata. Ma noi non la pensiamo così».

Infine il comitato ha rimarcato che la legge Madia revisiona e disciplina le tipologie di incarichi di collaborazione, la modalità di reclutamento dei professionisti e il superamento del precariato, e non lascia spazio ad interpretazioni e/o personalizzazioni. La richiesta, quindi, a questa giunta e a quella che verrà, è di rispettare e applicare una legge dello Stato, come stanno facendo, molte altre Regioni e far sì che il Molise non resti indietro.

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