“L’inferno al pronto soccorso continua”: a dirlo è Lucio Pastore, dirigente medico ed esponente del comitato Veneziale Bene Comune, in un amarissimo sfogo sulla sua pagina Facebook. “Abbiamo una media di 3-4 pazienti che hanno necessità di essere dializzati d’urgenza e che stazionano per giorni al pronto soccorso, fratture di femore buttate su barella che attendono disperatamente di essere trasferite in qualche reparto, pazienti anziani con scompensi cronici che teniamo anche per una settimana in una struttura senza personale e senza mezzi per gestire la degenza. Tutto questo mentre abbiamo un flusso costante di pazienti che transitano per motivi più o meno seri”. Ciononostante i soldi per la sanità vengono investiti per ampliare la sala mortuaria dopo i recenti scandali, mentre di aumentare il personale e posti letto, oppure di ammodernare l’attrezzatura, non se ne parla. Nel frattempo si fa sempre più evidente un paradosso tutto molisano: “Abbiamo una notevole mobilità attiva – dice ancora Pastore – ma molti corregionali sono costretti a emigrare, a essere buttati per giorni sulle lettighe di un pronto soccorso, ad avere tempi di attesa biblici. Questa mobilità attiva, ottenuta sottraendo posti letto, personale e mezzi alle strutture pubbliche” per il dirigente medico “avvantaggia solo pochi privati, mentre i costi di questo sfascio li paga il cittadino. Sia in termini economici che di qualità dei servizi. Questa è la sanità di Frattura dopo 5 anni di governo. Continueremo a lottare fino a quando sarà possibile, ma in assenza di una presa di coscienza collettiva nella difesa dei beni comuni – conclude Pastore – non riusciremo a cambiare il destino di decadenza del nostro territorio”.

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