Inchiesta sul depuratore del porto di Termoli. La Procura di Larino ha concluso le indagini che negli scorsi mesi hanno portato anche al sequestro con facoltà d’uso delle condotte sottomarine dell’impianto.

Gli accertamenti, partiti nel 2015, hanno coinvolto amministratori e funzionari nonché di responsabili della società di gestione in relazione al mancato adeguamento strutturale e funzionale dell’impianto di depurazione.

“Il provvedimento cautelare, come allora evidenziato dalla Procura con una nota a firma del procuratore, Antonio La Rana, era scaturito a seguito di sversamenti dei reflui, indepurati e maleodoranti, attraverso le condotte di scarico sottomarino”.

Condotte da riparare entro i termini stabiliti dal giudice per le indagini preliminari con i lavori in cantiere proprio in queste settimane in basre a quanto stabilito dal progetto di sistemazione.

Sulla vicenda si aspettano novità sul fronte giudiziario rispetto alle posizioni degli indagati così come sulla messa in funzione del depuratore del Sinarca, atteso da tempo, e un’opera che farebbe respirare proprio l’impianto del porto.

Altro caso l’erosione del molo di nord-est del porto di Termoli accertata dalla Capitaneria che ha verificato la presenza dell’acqua del mare sotto la strada. La zona, che risulta a rischio voragini, è stata vietata al traffico. “Abbiamo chiesto alla Regione dei c

ontrolli geotecnici e dei lavori sulla banchina” ha spiegato il comandante, Sirio Faè.

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