Tiziano Di Clemente

Basta chiacchiere, basta sbandierare il presunto parere negativo della Corte dei conti o la mancanza di fondi. É ora di chiudere la faccenda una volta per tutte; oppure spiegare senza troppi giri di parole perché non si ha intenzione di assumere gli ex cantonieri della Provincia di Isernia. Al tavolo di confronto in programma a Campobasso, la delegazione isernina si presenterà con le idee molto chiare. L’obiettivo è quello di dimostrare, documenti alla mano, che nel bilancio i fondi per assumere part time 33 operai ci sono eccome: “Per coprire il fabbisogno manutenzione di circa 800 Km di strade e del piano neve – ha spiegato il coordinatore del Partito comunista dei lavoratori, Tiziano Di Clemente – sono indispensabili gli ex operai precari già utilizzati in tutti questi anni e poi lasciati disoccupati: hanno dimostrato grande efficienza e dedizione, sono un patrimonio di professionalità che non può essere abbandonato alla disoccupazione, tanto è vero che lo stato pietoso della sicurezza stradale nella nostra provincia è sotto gli occhi di tutti. Di qui la stabilizzazione in base all’art.20 della “Legge Madia” dei 33 operai part time (equivalenti a poco più di 16 a tempo pieno) già assunti in base a selezione pubblica: essi hanno tutti i requisiti giuridici per essere inseriti nel piano del fabbisogno 2018/2020, che peraltro non può essere arbitrariamente deliberato senza la previa trattativa sindacale. Utilizzare a tale fine i fondi vincolati alle due funzioni fondamentali (manutenzione ordinaria di strade e scuole), ammontanti, stante il bilancio 2017, ad oltre 5 milioni e mezzo di euro, di cui 3 milioni e 337 mila euro destinati solo alla viabilità e neve, a cui peraltro vanno aggiunti gli altri stanziati con l’emendamento di recente approvato in Parlamento. La spesa annua (cat. B3 part-time), per questi 33 lavoratori, ammonta ad € 458 mila euro (inclusi oneri previdenziali): stante il bilancio 2017 essa rappresenta solo 10% degli oltre 4 milioni e mezzo di euro dell’attuale personale provinciale (quasi tutto amministrativo), ed assorbe solo il 2% delle entrate correnti (20 milioni 183 mila euro). Invero un bilancio provinciale dovrebbe destinare prioritariamente le risorse correnti a questi operai per la manutenzione stradale e piano neve; se non vuole destinarvi neanche solo il 2%, ci si chiede dove vanno a finire le risorse, soprattutto quelle degli oltre 5 milioni specificamente vincolati. E non si inventino nuovi pretesti, come nella precedente fase della vertenza dove il Presidente Coia e la sua cerchia di amici blateravano di “pareri contrari della Corte dei Conti” mai emessi. Sosteniamo che la procedura di stabilizzazione predetta (legge Madia), sebbene sia sempre connotata dai paletti antioperai propri di un governo capitalista, è una procedura di reclutamento speciale non sottoposta al vincolo del 100% della spesa del personale cessato nell’anno precedente, vincolo che riguarda le procedure ordinarie (punto non smentito dalla Funzione Pubblica, pur interpellata). Il presidente della Provincia, sostenendone invece la sussistenza, nonostante l’assenza di parere della Funzione pubblica in tal senso, ha comunque annunciato di avere il margine di 100 mila euro di spesa riferito al personale cessato, ma che vorrebbe incredibilmente utilizzarlo per assumere solo altri funzionari! Esso invece consente già la stabilizzazione di 7 operai part time ex precari. E rivendichiamo comunque la stabilizzazione di tutte le altre unità possibili nel triennio 2018/2020, in base alle cessazioni annuali di personale previste, fermo restando che il resto va stabilizzato con procedura della “Legge Madia” per cui tali limiti non devono essere posti per quanto sopra. Ma a prescindere dalle suddette questioni tecniche immediate che pur gli operai ci chiedono di affrontare, partendo proprio da queste lotte operaie immediate e locali, contro tutti i governi capitalisti e antioperai, che dilapidano risorse per il profitto di pochi e le loro ruberie, al centro come in loco, rivendichiamo l’abolizione di ogni forma di precariato e la stabilizzazione dei lavoratori a fronte di servizi essenziali per la collettività.E quello della manutenzione stradale e del piano neve ò ha concluso Di Clemente – ne è un grande esempio”.

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