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Apertura - Attualità - Evidenza - QD - 18 Gennaio 2018

Legge elettorale: il sottosegretario Bressa respinge le ipotesi di incostituzionalità fatte da Balducci

Certo è che, puntualmente, Renzi – e nel caso specifico il governo Gentiloni – non fa mancare mai il suo appoggio al governatore del Molise Frattura.

È successo di nuovo con le eccezioni di costituzionalità contro la nuova legge elettorale regionale del Molise, patrocinate dall’avvocato Ottavio Balducci, a nome del movimento politico Amiamo con Forza l’Italia di Mariano Nucci. Ebbene l’avvocato Balducci, oltre il discorso della soglia di sbarramento per le coalizioni, parlava di macroscopiche irregolarità costituzionali anche per la mancata presentazione delle firme per le nuove liste, garantita da partiti o movimenti già presenti in consiglio regionale, e per il mancato rispetto delle quote proporzionali a vantaggio di un maggioritario anomalo.

Ebbene, in mattinata è arrivata all’avvocato Balducci una nuova lettera del solito sottosegretario Gianclaudio Bressa (nella foto), quello che già aveva dato un aiutino a Frattura con la famosa lettera mostrata in conferenza stampa dal governatore.

Nella sua nuova missiva, che vedete nelle immagini, Bressa, a nome del Governo Gentiloni, afferma che l’unico profilo di incostituzionalità è quello della soglia di sbarramento per le coalizioni. Ad avviso del Governo, non ce ne sono altri. Inoltre, e qui Bressa dice una sciocchezza gigantesca, dalla Regione Molise lo hanno informato che la modifica della soglia di sbarramento è all’ordine del giorno del consiglio già convocato il 16 gennaio.

Sostanzialmente, Bressa dice, ma non lo scrive, che, se avessero voluto, avrebbero potuta approvarla il 16 e andare così alle elezioni il 4 marzo.

Insomma, il solito gioco a rimpiattino di spintarelle e aiutini dati a Frattura, tentando di occultarne le responsabilità future davanti alla Corte dei Conti. Vicende quasi comiche che lasciano il tempo che trovano. La cosa tragica è che Frattura, comunque, dieci piccoli indiani che lo hanno aiutato nel suo minicolpo di stato li ha trovati, calpestando allegramente la democrazia.

Un conto che resta aperto e che l’elettorato difficilmente dimenticherà di pagare.

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