Il legame tra Colli a Volturno e Sant’Antonio Abate si perde nei secoli. Alcuni studiosi lo fanno risalire al periodo in cui il paese era sotto la protezione dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno. Negli anni ‘90 l’interesse per questa festa sembrava essere quasi del tutto svanito. Ma poco più di dieci anni fa c’è stata una svolta, che ha permesso alla ricorrenza di riacquisire l’importanza che aveva qualche decennio fa. Grazie al desiderio di alcuni veterani e al Gruppo Forza Giovane, infatti, in paese si è tornati a respirare lo stesso coinvolgente clima di festa di un tempo. Si è riscoperta la voglia di stare insieme, nel segno delle tradizioni. Merito dei vari gruppi – sempre più numerosi – che sin dalle prime ore del mattino e fino a sera girano di casa in casa nel centro di Colli e nelle frazioni. Sono stati loro a scegliere di schierarsi in prima linea per far sì che questo patrimonio tramandato dai loro genitori – e ancor prima dai loro nonni – non finisse nel dimenticatoio. Come sempre il giro dei gruppi per il paese è stato il più atteso e applaudito tra gli eventi proposti nella dieci giorni di appuntamenti proposti dall’associazione Forza Giovane. A chiudere la serata la rituale benedizione del fuoco sacro e l’esibizione delle confraternite. Ai tanti presenti nello stand dell’associazione hanno naturalmente proposto quegli stornelli dialettali dedicati a Sant’Antonio Abate che solo poche ore prima avevano portato una ventata di allegria nelle case dei collesi.

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