E’ una delle maggiori incompiute della città. Non è un caso che il sindaco Battista, nella conferenza stampa di fine anno, ha dichiarato che il 2018 sarà l’anno della tangenziale.

E almeno le intenzioni paiono rispettate, considerato che il consiglio comunale è convocato per domani a palazzo San Giorgio proprio per discutere della delibera per il completamento, l’adeguamento e il potenziamento della tangenziale nord. Si tratta del percorso compreso tra Ponte San Pietro e la zona industriale, un tratto cioè atteso da anni. La fine dei lavori è stata rallentata da procedure giudiziarie, ma l’anello viario che bypassa l’ingresso in città è nell’agenda politica da almeno un quarto di secolo.

Negli anni Novanta, i lavori si fermarono nella zona di Selva Piana perché il pezzo di tangenziale che dalla tunnel che passa sotto la piscina comunale e quello che arriva dalla zona nord della città, non si congiungevano. I due tronconi avevano uno scarto progettuale di una ventina di metri. La vicenda si è protratta per anni, anche nelle aule giudiziarie, non solo per questioni di natura tecnica. Spesso i lavori della tangenziale sono finiti sotto la lente d’ingrandimento delle procure.

Ha richiesto un decennio la costruzione dello svincolo e della relativa uscita in via Puglia. Non sono ancora completati i lavori per l’uscita di Selva Piana, teatro peraltro anche di incidenti a volte gravi, per l’inversione a U che alcuni automobilisti praticavano per evitare un percorso più lungo.

Domani, ha spiegato il presidente della commissione urbanistica del Comune, Lello Bucci – l’aula dovrà approvare il progetto definitivo, una variante urbanistica per consentire la realizzazione di due svincoli a contrada Calvario e nella zona industriale.

E’ evidente che l’opera è di rilevante interesse strategico per la città – ha aggiunto Bucci – e che rientra nelle linee dell’amministrazione Battista. Una volta completata – ha concluso il presidente della commissione – l’arteria migliorerà il traffico in entrata e in uscita dalla città a beneficio di tutti. Erano le intenzioni progettuali di chi l’ha disegnata e va da sé che la tangenziale che esiste oggi è la stessa pensata trent’anni fa, con una mole di traffico molto minore di quella attuale. Resta da capire cosa intende l’amministrazione del capoluogo con la parola potenziamento. La seduta di domani è quelle che costituiscono un passaggio fondamentale per la vita cittadina e per un’opera sulla quale si può mettere un punto dopo tre decenni di tribolazioni.

gdt

 

Potrebbe interessanti anche:

“Caso Bari”, si squarcia la cappa di silenzio. Frattura e Di Pardo finiscono in cronaca nazionale

A squarciare una cappa di silenzio, durata oltre sette anni, c’ha pensato la stampa …