Home Attualità Spiragli di ripresa per la Ittierre, trattative in corso con nuovi investitori

Spiragli di ripresa per la Ittierre, trattative in corso con nuovi investitori

Enzo Di Giacomo

Si è finalmente risolta la vicenda che aveva tenuto con il fiato sospeso il destino dei 39 dipendenti della OTI in liquidazione, azienda tessile già operante nel territorio pentro. La notizia è venuta fuori ufficialmente ieri mattina, in tribunale, a Isernia, nel corso di un incontro tra il presidente Enzo Di Giacomo, l’avvocato Oreste Scurti e il commissario liquidatore dell’Ittierre, Lucio Di Gaetano. Quest’ultimo, nel ringraziare Di Giacomo per tutto quanto fatto per risolvere la vertenza Oti, ha anticipato anche l’iniziativa che il presidente del tribunale di Isernia sta sollecitando per rilanciare la filiera tessile molisana attraverso la ripartenza dell’Ittierre con investitori pubblici e privati di provata serietà. Per i lavoratori Ittierre, così, si riaccende la uce in fondo al tunnel. Di Gaetano non ha voluto dire di più, ma la sensazione è che questa sia la volta buona per gli ex Ittierre. Inoltre, il Presidente del Tribunale e gli organi della procedura Ittierre hanno contattato le più grandi maison e stocchisti nazionali ed internazionali così da vendere sui mercati di altre parti del mondo centinaia di migliaia di capi di abbigliamento ormai passati di moda e che perciò molti ritenevano ormai destinati al macero, ricavandone invece milioni di euro, coi quali è stato possibile pagare altresì il 60% delle spettanze retributive arretrate dei 650 lavoratori e delle loro rispettive famiglie (ivi incluse le spettanze arretrate che i lavoratori della OTI vantavano verso la Ittierre). Si resta fiduciosi del fatto che, essendo rimasti in magazzino i capi migliori, tutti i lavoratori riusciranno a breve ad ottenere il saldo del 100% delle loro spettanze, pari a circa 4 milioni di euro. Ma tornando ad Oti, oggetto della riunione di ieri mattina, e, come ricorda l’avvocato Scurti, legale dei lavoratori: ”Fino a qualche giorno fa, la OTI aveva negato la titolarità del rapporto lavorativo con i suoi 39 lavoratori, ritenendoli alle dipendenze della Ittierre s.p.a in concordato preventivo. Per ciò solo, la OTI aveva negato il licenziamento ai propri dipendenti relegandoli in un “limbo giuridico” che non consentiva loro di accedere agli ammortizzatori sociali (Naspi), né di essere assunti da altri datori di lavoro”. A ciò, è seguito un difficile e faticoso “braccio di ferro” tra la Oti ed il legale del 39 lavoratori, Oreste Scurti, in cui è prevalso il professionista isernino; infatti, lo scorso 20 dicembre, i lavoratori sono stati licenziati, ottenendo così non solo il doveroso, auspicato “riconoscimento di paternità” del loro rapporto lavorativo, ma anche il diritto di accedere alla agognata Naspi, nonché di poter essere assunti presso altre aziende. Ma non finisce qui. Infatti, sempre grazie all’impegno messo in campo dal Presidente Di Giacomo nonché dagli organi della procedura Lucio Di Gaetano, Nella Caruso e Sergio Ferreri, i 39 lavoratori della OTI avevano già ottenuto il pagamento del 100% delle loro spettanze arretrate vantate appunto verso la OTI, laddove i fasonisti, gli artigiani ed i professionisti avevano ottenuto in sede transattiva il pagamento del 50% dei propri crediti verso la OTI. Inoltre, i lavoratori della OTI restano in attesa, al pari di quelli della Ittierre, della possibilità che il Presidente del Tribunale e gli organi della procedura riescano a realizzare il preannunciato ambizioso progetto della ripartenza del polo tessile molisano, il che permetterebbe non solo di soddisfare almeno in parte i crediti vantati verso la Ittierre dai fasonisti, artigiani e professionisti (per altri circa 4 milioni di euro), ma anche e soprattutto di procedere alla riassunzione di tanti lavoratori rimasti disoccupati.

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