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Apertura - Attualità - Politica - QD - Regione - 25 Dicembre 2017

Centro Democratico e amici sindaci mollano Frattura. Lui, invece, prepara il bluff a Molise Acque

di GIOVANNI MINICOZZI

C’era una volta la gioiosa macchina elettorale costruita intorno al Presidente della Regione Paolo Frattura ma dopo cinque anni di mal governo è svanita nel nulla. Si sono sfilati infatti Aldo Patriciello con Rialzati Molise di Vincenzo Cotugno e, dopo le reiterate prese di posizioni, tutta la sinistra molisana e una parte importante del PD confluiti nell’Ulivo 2.0. Nelle ultime ore anche il Centro Democratico guidato da Luigi D’orsi ha chiesto al governatore di farsi da parte. “Bene farebbe il PD a decidersi sul dopo Frattura – hanno scritto in una nota gli amici di Bruno Tabacci. Si rende necessaria una coalizione ampia ed inclusiva e una nuova leadership – hanno aggiunto – perché ora è il tempo della responsabilità e non domani. Serve unità, discontinuità e diversità. Centro Democratico ha deciso consapevolmente di continuare a fare tutto il possibile per favorire l’unità del centrosinistra ma certamente e altrettanto consapevolmente, -conclude la nota- si adoperera’ per la discontinuità dell’azione politico – amministrativa della Regione per non consegnare la vittoria alla destra o al M5S”. Un requiem per Paolo Frattura rimasto da solo e senza gli alleati del 2013, tranne una parte dei socialisti, pochi democratici, forse Pierpaolo Nagni e tace anche Antonio Di Pietro. Si dice che perfino molti dei suoi fedelissimi (sindaci, presidenti delle province, consiglieri regionali) gli avrebbero voltato le spalle invitandolo a non ricandidarsi perché gli elettori non lo voterebbero e comunque loro, gli ex fedelissimi, non particerebbero direttamente alla campagna elettorale. Ma lui, Frattura , tira dritto e continua a distribuire promesse per cercare di mantenere la poltrona di Presidente . L’ultima in ordine di tempo è il bando per assumere cinquanta dipendenti a tempo parziale per tre anni a Molise Acque. Secondo gli esperti però il bando è illegittimo sia perché non prevede la riserva obbligatoria per i diversamente abili, sia perché non viene rispettata la percentuale massima del 20% dell’organico dell’azienda prevista per il personale assunto a tempo determinato. Dunque, secondo gli esperti in diritto del lavoro, il bando in questione sarebbe l’ennesimo bluff elettorale. Noi siamo certi, invece, che i molisani non abboccheranno all’amo nonostante le atroci difficoltà occupazionali prodotte da una politica insensibile ai bisogni dei cittadini.

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