di GIOVANNI DI TOTA

Vestiti da ferrovieri non avevano sfigurato, avendoci anche un po’ il fisico del ruolo. Dinoccolato e dall’aria distratta il governatore Frattura, rotondo e più calato nel personaggio, l’assessore ai trasporti Nagni.

Si erano fatti ritrarre così, per un giorno siamo tutti ferrovieri, durante il viaggio inaugurale dello swing, nome accattivante del trenino che porta i molisani nella capitale e viceversa.

Nella tombola del viaggio dove tutto fila liscio, caso piuttosto raro, lo swing da luglio a oggi ha rispettato in pieno tutti i treni che lo hanno preceduto. Che a giorni alterni si scassano per strada, fanno ore di ritardo e tutto un elenco di cose che non vanno.

Tutto confermato dalla classifica, manco a dirla negativa, stilata da Legambiente che ha presentato le dieci peggiori linee ferroviarie d’Italia. Una graduatoria messa a punto sulla base dei giudizi di chi ogni giorno prende il treno per andare a lavorare, a scuola o all’università – circa tre milioni di persone al giorno – con l’obiettivo di far capire quanto sia importante e urgente migliorare il trasporto pubblico su ferro in Italia.

E dunque Pendolaria 2017, così è stato chiamato il dossier, ha bocciato senza appello la Roma-Lido, la Circumvesuviana, la Reggio Calabria-Taranto, la Verona-Rovigo, la Brescia-Casalmaggiore-Parma, l’Agrigento-Palermo, la Settimo Torinese-Pont Canavese, la Campobasso-Roma, la Genova-Savona-Ventimiglia, la Bari-Corato-Barletta.

Quella della Freccia del Molise, così si chiamava fino a qualche anno fa la littorina che arrivava a Termini, è l’ottava peggiore linea dello stivale. Un fallimento annunciato, consolidato e confermato da chi sale sul treno a piazza Cuoco, paga 14 euro il biglietto di andata per Roma. Ma non ha alcuna certezza di arrivare all’orario indicato. Tre ore e un quarto, di norma. Gli imprevisti, come nel Monopoli, sono dietro ogni curva. E se il vagone non comincia a fumare in qualche stazione si arriva nella capitale. In caso contrario può accadere di dover scendere, aspettare un altro treno e essere rimorchiati, oppure di dover cambiare mezzo e salire su un pullman e altre attrazioni turistiche tutte a sorpresa e tutte comprese nel prezzo.

Ma ciò che trenitalia e i ferrovieri per caso, Frattura e Nagni, non avevano calcolato, è il prezzo della pazienza dei viaggiatori occasionali e dei pendolari che li hanno rispediti in biglietteria. E la linea Campobasso Roma, a differenza delle tiritere che ci raccontano ogni giorno, resta tra le più scassate e disastrate.

Potrebbe interessanti anche:

Borsa internazionale del turismo 2023. Il Molise in vetrina a Milano

Appuntamento per il Molise alla Bit di Milano, la borsa internazionale del turismo che si …