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Apertura - Attualità - 29 Novembre 2017

Cardarelli, caos e polizia al Pronto soccorso

di GIOVANNI MINICOZZI
Martedì nero al pronto soccorso dell’ospedale  Cardarelli di Campobasso e non certo per responsabilità del personale sanitario. Disagi, nervi tesi, rabbia e indignazione tra i pazienti in attesa da non meno di dodici ore e in qualche caso dalla sera precedente. La mancanza di posti letto, tagliati dall’ultima riforma sanitaria, costringe i malati a stazionare per alcuni giorni sulle lettighe di emergenza e senza che nessuno provveda a fornire un pasto caldo.A volte si tratta di malati terminali o con malattie infettive costretti ad arrangiarsi nei locali del pronto soccorso. Per costoro oltre alla  sfortuna di aver subito malattia o traumi insopportabili anche la beffa di non poter fruire di un’assistenza adeguata. Roba da terzo mondo che li ha costretti a ribellarsi con veemenza e a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per tentare di far valere le proprie sacrosante ragioni.
” Noi siamo qui da ieri sera alle 18.00 , mia nonna ha dei problemi gravi ed è appoggiata su una lettiga. È  anche  di stazza  abbastanza robusta e lamenta dolori,perché, ovviamente, non potendosi girare sulla lettiga soffre. Di posti non ce ne sono, non so questi posti il nostro Presidente dove li ha venduti o a chi li ha venduti.  Fatto sta che ci sono malati  da ieri sera che non hanno neanche diritto al pasto,  tant’è che io sono stata in direzione sanitaria a denunciare questa cosa e alle 15.00 di oggi pomeriggio, da ieri sera, questi signori hanno potuto finalmente mangiare qualcosa”. Questa e’ stata la denuncia testuale di una signora rilasciata ai microfoni di Telemolise. 
-Oggi pomeriggio qualcuno ha chiamato i carabinieri ?!
“Si,oggi alle 15.00 un signore che lamentava forti dolori a seguito di una caduta ed era stato anche lui parcheggiato in corridoio su una lettiga. Aveva sotto la schiena una tavolozza,  quindi stava aspettando un antidolorifico da cinque ore. Disperato mi ha chiesto il telefono per chiamare i carabinieri ed è intervenuta anche la polizia.  Dovremmo sicuramente cercare noi di ribellarci per difendere i nostri diritti e far diventare il Cardarelli non dico una punta di eccellenza ma almeno qualcosa che per lo meno non vada a ledere quella  che può essere la nostra dignità. La dignità dei malati va rispettata sempre”.
Un’altra signora in attesa rincara la dose:
” Io sto qui da stamattina alle 8.00 e ancora non fanno niente a mio marito !! Per me fanno pena”.
-Sono arrivati i carabinieri, lei li ha visti? 
“Si, li ho visti,  tre mi pare che erano. ..”
Solo in serata la situazione si è in parte normalizzata ma all’interno del pronto soccorso gli spazi sono rimasti occupati da pazienti adagiati sulle barelle. Li’ passeranno un’altra notte e non si  sa fino a quando. Ovviamente le telecamere chiamate dai pazienti sono state tenute lontane dal luogo del delitto. Incredibile anche la vicenda capitata ad un cittadino di Oratino che aveva urgente bisogno di un’ambulanza.
“La mia compagna ha dei problemi cardiopatici, quindi prende delle medicine per stare attenta a quello che succede. Di colpo si è sentita male. Conoscendo il male che ha ,naturalmente è sbiancata e non riusciva più a respirare, ho chiamoto immediatamente il 118 . Mi rispondono, mi chiedono dove stavo. ..dopo di che dico che è urgente perché è sicuro che è un infarto.E si, ho capito  che è un infarto però due ambulanze abbiamo e al momento sono impegnate entrambe. Questa e’ stata la risposta del 118.
Sono rimasto così male, ma è possibile che il servizio sanitario è diventato quello che è???Possono fare sprechi dove vogliono, ma sulla salute delle persone non si scherza” , ha commentato desolato il malcapitato cittadino di Oratino.  Non ci sono parole per commentare fatti che parlano da soli e che dovrebbero fare arrossire di vergogna tutti coloro che gestiscono il sistema sanitario regionale.

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