Più poliziotti e carabinieri che gente ad attenderlo. Matteo Renzi è tornato per la seconda volta in Molise, arrivando con il suo treno riservato a Venafro intorno alle 16. Proveniva da Castel Volturno ed ha trovato ad attenderlo un muro di poliziotti e carabinieri che è parso sinceramente sproporzionato, tanto da impedire fisicamente il lavoro anche ai giornalisti. È chiaro che le contestazioni con cui è stato accolto, da un capo all’altro dell’Italia, avranno convinto il suo staff a chiedere uno spiegamento di forze dell’ordine considerevole, ma Venafro non è Chicago e tutto sommato Renzi le contestazioni le ha avute, ma solo da uno sparuto gruppo di grillini che lo ha accolto sotto il castello Pandone. Alla stazione, invece, c’era Emilio Izzo, puntuale come un orologio svizzero con un suo striscione in cui Renzi viene definito costituzionicida. Ma niente da temere, proteste e dimostrazioni democratiche che non giustificavano affatto la mobilitazione di decine di poliziotti e carabinieri che, forse temendo che i giornalisti avessero delle pistole invece che dei microfoni, hanno anche impedito loro di lavorare a dovere. Un eccesso di protezionismo che forse lo stesso Renzi neanche vuole. Comunque, arrivato al castello Pandone, finalmente ci è stato concesso di raccogliere qualche dichiarazione del segretario nazionale del Pd. Comunque Renzi ha elegantemente svicolato, evitando di rispondere a domande perniciose sullo stato dei rapporti interni alla sinistra e al Pd nazionale e molisano. Nella  sala grande del castello Pandone ad attendere Renzi, l’archietto Franco Valente, che ha raccontato la storia del castello Pandone, insieme ad una ristretta platea di amministratori e quadri del partito democratico, decine di giornalisti, ma della gente comune neanche l’ombra e questo è sicuramente un errore. Motivo ufficiale della visita, l’ascolto, e Venafro è stata scelta per ascoltare le voci della più antica azienda molisana le Fonderie Marinelli di Agnone e la più giovane, Modaimpresa di Isernia, nata dalle ceneri dell’Ittierre grazie al coraggio e alla determinazione di Romolo D’Orazio (nella foto i due imprenditori al fianco di Renzi). Armando Marinelli ha colto l’occasione per invitare ufficialmente Matteo Renzi all ndocciata del prossimo otto dicembre. Romolo D’Orazio, invece, ha parlato della sua impresa, dei suoi sacrifici, delle sue ambizioni e soprattutto della sua squadra, i suoi collaboratori “Loro sono la mia forza, ha detto”. Alla fine Renzi con il solito refrain dell’ascolto delle voci per predisporre un programma elettorale per il 2018.

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