“A Isernia, sede di soprintendenze e musei statali, non si riescono ad aprire le sale del Complesso di Santa Maria delle Monache per mancanza di allestimento, ma poi si scopre che alcune vetrine sono state date a San Pietro Avellana per aprire il suo museo”. A lanciare l’accusa è Emilio Izzo, segretario regionale della Uil beni culturali: “Qualcuno dovrà rispondere di tutto questo – ha detto ancora il sindacalista – a partire dai vertici ministeriali a quelli locali, per finire a quelli della politica che fa finta di non vedere il saccheggio che sta subendo Isernia”. Izzo, oltre a chiedere al sindaco di Isernia di farsi promotore di una protesta nei confronti della soprintendenza, invita i parlamentari molisani a presentare un’interrogazione al ministro Franceschini “per sapere – ha concluso il sindacalista – come possano accadere certe schifezze”. Ma ecco il testo integrale del suo intervento: “A Isernia, secondo capoluogo regionale, sede di soprintendenze e musei statali, non si riescono ad aprire le sale del Complesso Monumentale di Santa Maria delle Monache per mancanza di allestimento! Poi, però, vieni a sapere che le vetrine per allestire i due padiglioni sono state date (dopo essere state svuotate della collezione archeologica de “La Quadrella” di Isernia e non solo!) al comune di San Pietro Avellana per aprire un museo civico! E sì che il sindaco di quel paese è di area fratturiana e che un consigliere comunale sia anche dipendente dei beni culturali proprio ad Isernia, e sì che la politica regionale ha come mandato l’eliminazione di Isernia, servendosi anche di mezzucci di questa specie, ma il soprintendente all’archeologia, presente (come non mai) all’inaugurazione, dirigente statale, tecnico e non politico, come ha potuto operare in tal senso? Permettere che il Museo di Isernia, storico e millenario, monumento nazionale, ex convento benedettino di prestigio, già sede della mostra sui reperti del paleolitico per oltre venti anni, aperto con tutte le sue sale allestite e visitato da migliaia e migliaia di visitatori, passando da Piero e Alberto Angela, Berlinguer, ministri e sottosegretari e dal presidente di tutti, Pertini, chiudesse i battenti per elargire vetrine a musei comunali! Qualcuno dovrà rispondere di tutto questo se è vero, come è vero, che altre vetrine siano state date ad altri soggetti (sempre non prima di averle svuotate del loro contenuto), a partire dai vertici ministeriali romani a quelli locali, per finire a quelli della politica che devono smetterla di far finta anche loro che Isernia possa essere spoliata senza battere ciglio in attesa di contro favori! Ma questa volta non mi fermo qui e chiedo un’immediata reazione da parte del sindaco di Isernia affinché si faccia promotore di una iniziativa di protesta nei confronti della soprintendenza archeologica del Molise, già più volte resasi protagonista di prese di posizione nei confronti della città di Isernia, come dire che l’asse con i vertici politici regionali dovrà produrre benefici sì, ma personali a danno del capoluogo pentro e dei suoi cittadini. Ma chiedo anche un intervento parlamentare dei nostri deputati e senatori in tal senso, un’interrogazione al ministro Franceschini per sapere come possano accadere certe schifezze! Se vi va, venite a verificare sul posto l’inaudita situazione di “saccheggio”!”.

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