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Attualità - Evidenza - QD - 25 Ottobre 2017

Lodo Spinosa, accordo in vista tra impresa e comune di Isernia

Le indiscrezioni dicono che l’accordo sul contenzioso tra Comune e impresa è vicino, quasi fatto.Si tratta del costo dell’acquedotto Carpinone-Isernia, realizzato dall’impresa Spinosa, ma mai entrato in funzione. Ci sarebbe una proposta dell’azienda per chiudere a tre milioni, rispetto ai cinque sentenziati da tribunale e Corte d’Appello. Se i legali e i tecnici del Comune, oltre che la Corte dei Conti, già avvisata informalmente, daranno il via libera, si chiuderà con una transazione che renderà inutile la discussione in Corte di Cassazione, fissata per il prossimo mese. Sostanzialmente, d’Apollonio, con le spalle al muro, per colpe non sue, non poteva fare di più. Il Comune di Isernia pagherà all’impresa Spinosa tre milioni a rate, di fronte allo spettro di una condanna della Cassazione (praticamente scontata), con il conseguente default del Comune, che avrebbe dovuto dichiarare il dissesto. Un dissesto visto come uno spauracchio anche dall’impresa Spinosa, che avrebbe addirittura corso il rischio di non vedere un centesimo, di fronte al fallimento tecnico del Comune di Isernia. Per cui conviene al Comune di Isernia, perchè risparmia due milioni e paga a rate il resto, e conviene all’impresa perchè incasserà sicuramente tre milioni, mentre se ne avesse voluti cinque, come già sentenziato da tribunale e Corte d’Appello, avrebbe corso il rischio di non prendere nulla. Come sempre, gli affari si fanno in due e, questa volta, è andata bene ad entrambi. Certo, pagare comunque tre milioni per un’opera pubblica realizzata, ma mai entrata in funzione, è sempre una sconfitta, ma non c’era null’altro da fare. Anzi d’Apollonio è stato anche bravo ad evitare il crack per le casse del Comune. Tuttavia, se il contenzioso finirà con l’accordo, come sembra scontato, non sarà così per le responsabilità che restano ancora da individuare, tra amministratori e tecnici del passato. Bisognerà capire chi ha avuto l’idea di un acquedotto che portasse l’acqua da Carpinone a Isernia e chi ha poi deciso che quell’acqua non servisse più al capoluogo pentro, tanto da non pagare l’impresa che comunque l’aveva realizzato e tanto da non abbozzare neanche una difesa efficace davanti a tribunale e Corte d’Appello che, entrambi, hanno condannato il comune di Isernia al pagamento dei cinque milioni Per questo motivo il sindaco ha ritenuto giusto coinvolgere la Corte dei Conti, passando tutte le carte ai giudici contabili, proprio per stabilire chi ha deciso di appaltare un’opera pubblica senza mai farla entrare in funzione, chi non ha controllato e chi non ha difeso a dovere il Comune di Isernia davanti a tribunale e Corte d’Appello.

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