di GIOVANNI MINICOZZI

Nette e chiare le motivazioni della sentenza di Bari depositate dal giudice Antonio Diella, sentenza con la quale il 4 Maggio scorso aveva disposto l’assoluzione con formula piena del Direttore di Telemolise Manuela Petescia e del magistrato Fabio Papa accusati , dal Presidente della regione Paolo Frattura e dal suo avvocato amico Salvatore Di Pardo, di tentata estorsione e di altri gravi reati. Assoluzione con formula piena, ovvero comma uno dell’Art. 530 del codice di procedura penale, che cancella ogni dubbio reiteratamente insinuato dai querelanti e amplificato da certa stampa asservita al potere, perfino dopo il dispositivo di assoluzione con formula piena depositato il 4 maggio scorso. Le motivazioni, riportate anche dall’Ansa, spiegano con precisione e puntigliosita’ le ragioni dell’assoluzione basate soprattutto sulle risultanze delle indagini tecniche, svolte dal tribunale su richiesta degli imputati , e sulle prove inconfutabili dimostrate da Manuela Petescia durante il processo. “Le accuse non sono supportate da uno spessore di credibilità – scrive il giudice –mentre le analisi tecniche sui tabulati e sulle celle telefoniche non solo non forniscono la prova della cena ma , verosimilmente ,la escludono”. Quanto all’ipotesi di reato per calunnia commesso da Paolo Frattura e da Salvatore Di Pardo il giudice scrive testualmente : “Non vi è alcuna necessità di valutare un dato ulteriore.. a conferma della calunniosita’ delle accuse rivolte agli imputati…. anche alla luce di quanto argomentato nella presente sentenza già contentente di per sé materiale di interesse per il PM “. Soddisfatta Manuela Petescia che in una nota inviata alla stampa ha scritto : “Siamo stati assolti con formula piena ed è un sollievo dopo tre anni di ingiusti tormenti. Questo processo avrebbe potuto aprire una terribile falla nella giustizia. La libertà di accusare le persone di reati gravissimi con ritardo biblico rispetto ai fatti e senza una prova che non fosse il racconto confuso e contradditorio degli stessi accusatori. Siamo riusciti a dimostrare la nostra innocenza e ora siamo parti offese di un processo per calunnia. Per quanto concerne infatti le affermazioni sulla presunta mancata valutazione di calunniosita’ da parte di Diella, mi preme sottolineare – ha aggiunto Petescia -che il giudice non si pronuncia non essendo tecnicamente il dominus dell’azione penale ma sollecita la Procura a verificare il materiale di interesse emerso dalle sue stesse motivazioni. Del resto la Procura di Bari ha già iscritto ,sin dal deposito del dispositivo avvenuto il 4 maggio, Frattura e Di Pardo nel registro degli indagati per calunnia. Così come ha iscritto gli ex dirigenti della Squadra Mobile di Campobasso, autori di informative alterate e manipolate , nonché di intercettazioni abusive “. Manuela Petescia ha poi annunciato una conferenza stampa ,che terrà lunedì 16 ottobre alle 16.30 all’hotel San Giorgio di Campobasso, unitamente agli avvocati Arturo Messere , Erminio Roberto e Paolo Lanese. Fin qui la nota di Manuela Petescia. A questo punto tutti i nodi di una vicenda triste e per molti aspetti aberrante sono stati sciolti tranne uno: il presidente Paolo Frattura ha ancora i requisiti morali per guidare la regione dopo quanto accaduto? E gli altri venti consiglieri regionali, 5 stelle compresi, resteranno ancora con la bocca cucita come hanno fatto per cinque anni su tante, troppe, vicende scandalose o presenteranno una mozione di sfiducia? Nella settimana scorsa il Presidente della Regione Valle d’Aosta, accusato di calunnia, si è dimesso il giorno prima della mozione di sfiducia. Ma, forse ,dalle nostre parti viviamo in un altro mondo, un mondo dove illegalità e immoralità vincono su tutto e restano impunite anche per effetto di pericolose connivenze tra controllori e controllati.

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