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Apertura - Attualità - Politica - 12 Ottobre 2017

Danno erariale da 600mila euro. E’ quello che si profila a carico della Regione per il progetto “Vado e Torno”

di PASQUALE DI BELLO

Dopo la clamorosa denuncia di Francesca Varriano, una delle partecipanti al progetto “Vado e Torno”, continua l’imbarazzante silenzio della Regione sui 520mila euro destinati al completamento del bando per la formazione di quaranta giovani da inserire nei processi di internazionalizzazione delle imprese. Esaurita la fase dei tirocini formativi all’estero, la Regione ha omesso di dare seguito alle fasi successive, quelle che avrebbero portato gli interessati o verso la costituzione in proprio di nuove imprese, con un contributo pubblico di 20mila euro, oppure verso l’assunzione presso aziende che avrebbero beneficiato di uno sgravio fiscale di 6mila euro per ogni occupato. Nulla di tutto questo è accaduto, come ha denunciato Francesca Varriano.

Ma a finire sotto i riflettori non sono soltanto i quattrini che mancano; ad entrare nel mirino sono anche i 600mila euro già spesi, una somma che alla luce dei fatti potrebbe trasformarsi in un cospiquo danno erariale. Dalla Regione non solo non giungono risposte ma si assiste ad un fuggi fuggi generale. Attualmente, secondo informazioni raccolte dagli stessi sfortunati protagonisti della vicenda, non esiste in Regione un responsabile del progetto a cui fare riferimento e a cui chiedere informazioni. L’Avviso Pubblico, ai tempi della emanmazione del bando, porta la firma di Gaspare Tocci, storico collaboratore esterno della Regione finito adesso ad occuparsi di Area di Crisi complessa alla modesta cifra di 9mila e rotti euro al mese. Sta di fatto che al momento attuale non è dato di capire a chi i ragazzi debbano rivolgersi. Dalla Regione l’unica cosa che trapela è un silenzio di tomba. Vanno invece capiti in questa vicenda ruoli e responsabilità, specie quelli della burocrazia regionale dove tra rimpalli di responsabilità e scaricabarile sembra di assistere a certi depistaggi nelle partite di briscola, con funzionari che non parlano ma comunicano a segni: chi aggrotta la frontre, chi muove una spalla, chi fa l’occhiolino o si gratta la testa. Tutte trovate per nascondere i bluff messi in piedi dalla politica. Da indiscrezioni trapelate nelle scorse ore, pare che da qualche ufficio abbiano suggerito ai ragazzi di rinunciare al progetto. Se così fosse, sarebbe un atto gravissimo dalle finalità oscure e tutte da chiarire.

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