di ANNA MARIA DI MATTEO

Resta aperto il dibattito sulla Macroregione, seppure a fasi alterne. Dopo una breve pausa, l’argomento torna di attualità grazie alla proposta di modifica costituzionale di iniziativa popolare depositata in Cassazione dal Comitato Macroregioni. Una iniziativa che vede tra i promotori Pier Ernesto Irmici, ex consigliere regionale Pdl della Regione Lazio. La proposta prevede la creazione di una super Regione del Centro Italia che nasce dalla fusione tra il Lazio, l’Abruzzo ed il Molise. Al centro la Provincia autonoma di Roma Capitale. Una macroregione a statuto speciale, sulla falsa riga del modello Trentino Alto Adige. “Il modello – ha spiegato Irmici – è già previsto dalla Costituzione” ha aggiunto, riferendosi al Trentino, appunto, dove di province autonome ce ne sono due.

L’iniziativa è in sintonia con molte altre in itinere in Italia, come il referendum del Veneto e della Lombardia, senza considerare, poi, l’aggregazione che puntano a realizzare Toscana, Umbria e Marche.

La proposta di modifica costituzionale è stata sottoscritta da 17 cittadini ed ha l’obiettivo di raggiungere le 100mila firme e portare, quindi la proposta, all’attenzione del Parlamento.

Il Comitato non si scioglierà ma vigilierà affinché la proposta venga discussa senza essere stravolta, ha assicuraro il presidente Irmici.

Insomma, dopo la Marca adriatica ed il Molisannio, il Molise è inserito in un altro progetto di accorpamento. Iniziative che puntano tutte a garantire una governance del territorio più efficace, migliorando i servizi che al momento, almeno per quanto riguarda il Molise, sono assolumente inadeguati. Unire le forze potrebbe rappresentare per la nostra regione forse l’unica strada per non morire.

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