Esclusione della provincia di Isernia dai tirocini Over 30, si viaggia spediti verso il ricorso in tribunale, chi potrebbe essere chiamato in causa è lo Sportello per l’Impiego di Isernia accusato di aver trasmesso in ritardo le domande.

Filomena Calenda, sindacalista e consigliera comunale, l’aveva promesso: ricorreremo a un legale, ci sono 26 domande regolarmente presentate da parte dei disoccupati che sono rimaste sospese e non si sa cosa accadrà.

Da qui la decisione di rivolgersi ad un avvocato per valutare il da farsi. Contattato, il noto legale campobassano Vincenzo Iacovino ha riferito alla Calenda che ci sono aspetti patologici riguardo l’accaduto. Aspetti che vanno valutati sia dalla pubblica amministrazione, che potrebbe correggere gli errori in autotutela; sia da parte del tribunale coinvolto, perché la legge trovi attuazione. È sintomatico – commenta il legale – che una provincia sia stata cancellata. Peraltro, la stessa sorte sembre essre toccata anche all’area di Termoli. Che sia stato un errore informatico oppure umano, pur sempre di errore si tratta. Se nel sistema qualcosa non è andato per il verso giusto, e Iacovino parla del sistema perché non intende puntare il dito contro nessuno e non vuole supporre alcuna volontarietà, si p uò porre rimedio in autotutela. Un’esortazione sembra lanciata. E la vicenda è ancora tutta in divenire.

Il ‘caso’ Isernia è venuto fuori all’atto della pubblicazione delle graduatorie degli ammessi ai tirocini. Delle 27 domande presentate presso il Centro per l’impiego pentro, soltanto una è stata inserita nel sistema informatico. Le altre sarebbero state caricate sull’apposita piattaforma telematica della Regione fuori tempo massimo, ossia dopo che la procedura è stata anticipatamente sospesa per esaurimento dei fondi, trattandosi di un avviso a sportello.

In sostanza, Isernia è rimasta fuori dalla prima fase, perchè le domande sono state trasmesse solo il 4 settembre, ma potrebbe restare fuori anche dalla seconda fase perchè, tecnicamente, le 26 domande di Isernia sono comunque arrivate dopo le 166 escluse di Campobasso.

Eppure tutti gli enti, pubblici e privati, sarebbero stati istruiti sul funzionamento del sistema Mose. In sostanza, il Centro per l’Impiego di Isernia avrebbe dovuto sapere che si sarebbe trattato di una corsa contro il tempo. Scattata il primo settembre alle 8 e finita subito dopo. Una corsa senza alcun dubbio vinta da enti privati e centro per l’impiego di Campobasso, che hanno dimostrato professionalità e preparazione. In conclusione i disoccupati isernini pagano per colpe non loro e Filomena Calenda tira in ballo il Centro per l’Impiego di Isernia, che si difenderebbe parlando di difficoltà ad accedere al Mosem, tanto da aver richiesto l’assistenza di Molise Dati.

Ora se non si arriverà ad una soluzione in tempi brevi della vicenda se ne potrebbero occupare i giudici.

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