di Giovanni Minicozzi

Dopo una pausa di riflessione durata alcuni giorni, la Fondazione “Giovanni Paolo II” ha partorito un comunicato stampa, per molti aspetti indecifrabile, nel quale racconta di aver ricevuto una nota dalla Regione relativa a non meglio specificati “adeguamenti normativi alla Direzione sanitaria” e non alla sostituzione del suo Direttore senza titoli come sarebbe stato giusto precisare. “Pur non condividendo i contenuti riportati nella nota della Regione – hanno scritto dalla Fondazione – ed avendo al proprio interno una figura di vice direttore sanitario in possesso dei requisiti richiesti si comunica che l’incarico è stato conferito alla Dott.ssa Giovanna Sticca”. Una buona dose di arroganza, invece, traspare nella conclusione del comunicato stampa: “si evidenzia che detta nomina assegnata a tempo determinato non costituisce acquiescenza ai pareri ministeriali che si contestano fortemente e avverso i quali ci si riserva di proporre azioni giudiziarie”.
Ci permettiamo solo di ricordare che sono stati due i Ministeri (Salute e MIUR) che hanno attestato la non equipollenza dei titoli posseduti dal Dott.Mario Carmelo Zappia alla specializzazione in igiene e sanità pubblica e che lo stesso ex Direttore Sanitario è indagato per truffa. Intanto la politica molisana per lo più tace, anzi dorme e russa, non proferendo parola sulla scabrosa vicenda che potrebbe portare a conseguenze catastrofiche per la stessa Fondazione. Evidentemente la sicurezza dei cittadini non interessa a nessuno e il Consiglio Regionale (maggioranza e opposizioni) rappresenta solo “l’armata russa” che “tutela” gli ammalati dormendo profondamente. L’unico esponente politico a parlare, fino ad ora, è stato il Presidente del consiglio comunale di Campobasso, Michele Durante, il quale ha definito “imbarazzante” l’intera vicenda e ha chiesto, senza mezzi termini, “chiarezza e trasparenza”:

“Io definisco imbarazzante la questione che si crea nel momento in cui un Direttore sanitario subisce una contestazione di mancanza di titoli con pareri dei Ministeri e tra Regione Molise e Fondazione “Giovanni Paolo II” non si addiviene immediatamente a una chiarificazione dell’argomento”.

È un momento particolare per la sanità molisana, tra l’altro è in itinere l’integrazione tra l’ex Cattolica e l’ospedale Cardarelli. Lei ha chiesto chiarezza a tutte le Istituzioni coinvolte nella vicenda anche per questo?

“Questa richiesta che viene da un profilo istituzionale, così come dovrebbe venire da tutti i cittadini, discende pienamente dalla questione integrazione, che tra l’altro io personalmente non ho obiettato. Il fatto che non ci fosse un direttore sanitario in possesso dei titoli per esercitare quella funzione sarebbe un gravissimo danno d’immagine per la stessa Cattolica che noi tutti abbiamo contribuito a difendere, anche scendendo in piazza, lo dobbiamo ricordare, negli anni scorsi. Quindi nessuno di noi può tollerare che ci sia un minimo di ombra. Bisogna fare chiarezza subito su tutta la vicenda”.

Intanto per due anni e mezzo è mancato, di fatto, il Direttore Sanitario, ma la Cattolica ha continuato a fornire le sue prestazioni e ha ricevuto ingenti finanziamenti pubblici.

“Piena stima verso tutti gli operatori della Fondazione, a partire dai medici, dai primari per arrivare agli addetti delle pulizie. Questo è un tema ed è indiscutibile. Dall’altra parte, però, c’è un comportamento dell’organo amministrativo di questa azienda, perché di azienda si tratta, che deve essere controllato al microscopio e, se non è stato fatto in passato, ognuno si deve assumere le proprie responsabilità, perché si potrebbe configurare anche l’ipotesi, la fattispecie di un affidamento illegittimo. Dio non voglia perché altrimenti saremmo veramente nei guai!”.

Intanto l’inchiesta penale va avanti, ma dalla Procura di Campobasso e dagli organi inquirenti (la Digos) non trapela alcuna notizia.

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