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giovedì, Febbraio 29, 2024

S. Angelo del Pesco. Strada provinciale disastrata, ma le Regioni Abruzzo e Molise latitano

AttualitàS. Angelo del Pesco. Strada provinciale disastrata, ma le Regioni Abruzzo e Molise latitano

Nonostante gli incontri, gli appelli e le promesse di finanziamento dei mesi scorsi, la situazione resta disastrosa sulla strada provinciale Sangrina. Anzi, nelle ultime settimane è peggiorata, nonostante il divieto di transito ai mezzi pesanti nel tratto ricadente nel comune di Sant’Angelo del Pesco. In pratica in tutti questi mesi non si è fatto nulla di concreto per far sì che quella strada che collega la Val di Sangro al versante tirrenico venga messa in sicurezza, che torni a essere percorribile. Di questo e delle prossime mosse da fare se n’è discusso durante un incontro alla Provincia di Isernia. A sollecitarlo alcuni sindaci della provincia di Chieti. Ma il presidente Coia, il consigliere delegato alla viabilità Matticoli e il responsabile del settore dell’Ente, Di Iacovo, non hanno potuto far altro che ripetere il solito ritornello: soldi non ce ne sono. L’augurio di Coia e Matticoli è che intervenga al più presto la Regione Abruzzo, perché, hanno spiegato, “è la più interessata alla risoluzione di una problematica drammatica ed emergenziale che interessa non solo i Comuni della Provincia di Isernia, ma anche l’intero comparto manifatturiero della Val di Sangro”. Ma in cuor loro sanno che questa è l’unica possibilità, visto che difficilmente vedranno qualche centesimo dal presidente della Regione Molise. Per Frattura – lo sanno anche i muri – Isernia non esiste e dunque solo un miracolo potrà far cambiare le cose. Che finora non c’è stato. In un recente incontro l’assessore regionale Nagni aveva assicurato un impegno di un milione e 100mila euro, ma quei soldi ad oggi nessuno li ha visti. L’ultima speranza è dunque rappresentata dal presidente della Regione Abruzzo D’Alfonso. Ma anche in questo caso non si può che essere scettici: è da agosto che si sta impegnando per trovare le somme necessarie, ma la provinciale resta così com’era. E cioè in condizioni disastrose.

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