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Attualità - Evidenza - QD - 4 Ottobre 2017

Tirocini, la debacle del Centro per l’Impiego di Isernia: nessuna scusante per Coia e Frattura

La notizia dell’esclusione dei disoccupati della provincia di Isernia dai benefici per i bandi dei tirocini over 30 ha provocato un mezzo terremoto, sia alla Regione, sia alla Provincia, entrambe responsabili del funzionamento del Centro per l’Impiego isernino.

Ma andiamo con ordine, ribadendo che le 191 domande accolte provengono tutte dalla provincia di Campobasso e che neanche una domanda della provincia di Isernia è stata accolta. Ieri sera Frattura e il suo assessore Veneziale hanno comunicato che saranno stanziati altri 564mila euro per le domande non accolte nella prima fase. Ovvero sarà rifinanziato il bando Over 30. Neanche una parola, però, sulle 26 domande pervenute al Centro per l’Impiego di Isernia e finite nel limbo, o sarebbe meglio dire nel dimenticatoio. Pur se presentate regolarmente dai disoccupati Over 30 isernini, entro il 31 agosto, allo sportello di via Berta, sono state trasmesse alla Regione sul sistema informatico Mosem solo il quattro settembre. Dal Centro per l’Impiego e dai soggetti accreditati di Campobasso, invece, il 1° settembre, erano state trasmese ben 357 domande, di cui 191 accolte. Le accolte sono quelle trasmesse dalle 8 alle 8 e dieci del 1° settembre. In sostanza, Isernia è rimasta fuori dalla prima fase, perchè le domande sono state trasmesse solo il 4 settembre, ma resterà fuori anche dalla seconda fase perchè, tecnicamente, le 26 domande di Isernia sono comunque arrivate dopo le 166 escluse di Campobasso. Una beffa resa ancora più perfida dalla dichiarazione di Frattura, lì dove il governatore dice che tutti gli enti, pubblici e privati, erano stati istruiti sul funzionamento del sistema Mose. In sostanza, Frattura dice che il Centro per l’Impiego di Isernia sapeva benissimo che si sarebbe trattato di una corsa contro il tempo. Scattata il primo settembre alle 8 e finita solo dieci minuti dopo senza alcuna protezione o barriera territoriale. Una corsa vinta da enti privati e centro per l’impiego di Campobasso che hanno dimostrato indubbia professionalità e preparazione. In conclusione i disoccupati isernini pagano per colpe non loro. Filomena Calenda accusa direttamente il Centro per l’Impiego di Isernia, che si difenderebbe parlando di difficoltà ad accedere al Mosem, tanto da aver richiesto l’assistenza di Molise Dati. Assistenza che non ha prodotto un gran risultato, visto che le domande sono state trasmesse da Isernia solo il 4 ottobre. Di chi la colpa?

Della Regione che non ha assistito tecnicamente il Centro per l’Impiego di Isernia, come tutto farebbe pensare, o dello stesso Centro per l’Impiego di Isernia che ha sottovalutato la questione, danneggiando irreparabilmente 26 famiglie di disoccupati isernini?

Frattura ha risposto, dicendo che tutti sapevano tutto, ma dov’è la verità, perchè Lorenzo Coia ancora non dice una parola, eppure il Centro per l’Impiego funziona nello stabile della Provincia ed è diretto da fuzionari della Provincia. Sarebbe opportuno che qualcuno in via Berta faccia sapere cosa è successo.

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