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Cronaca - Evidenza - QD - Senza categoria - 27 Settembre 2017

Nuova Cliternia, l’ombra del racket della vigilanza sui vigneti abbattuti


Sono loro che si presentano agli agricoltori e insinuano, suggeriscono e alla fine impongono l’assunzione di guardiani privati. E’ il racket degli istituti di vigilanza che sta mettendo sotto sopra gli imprenditori agricoli nel barese, costretti ad organizzarsi in ronde per controllare le loro proprietà.

E’ inquietante la somiglianza tra ciò che sta accadendo nel tavoliere, soprattutto nella zona di Bari, e quello che si è verificato qualche giorno fa a Nuova Cliternia, a diverse centinaia di chilometri.

Ma il filo conduttore di minacce e intimidazioni potrebbe avere la stessa matrice sulla quale ha puntato l’inchiesta aperta dalla Procura antimafia del capoluogo pugliese. I clan e i gruppi criminali che hanno deciso di lucrare sulle attività economiche più importanti della zona.

E’ il cosiddetto modello Sicilia. Prima il furto di quintali d’uva, poi i tiranti tagliati e i vigneti atterrati. La fotocopia di quello che si vede nelle immagini e che per la prima volta ha varcato i confini del Molise. Danni per centinaia di milioni di euro e la paura di perdere tutto. In Puglia i proprietari terrieri si sono organizzati in ronde. In auto cominciano a pattugliare le campagne dalle cinque del mattino. Poi alle 13 si danno il cambio fino al mattino successivo. Ma è chiaro che chi va in giro a presidiare i raccolti non può lavorare nei campi. Dunque costi e tempo per la manodopera si dilatano. Accade nono solo nei vigneti, ma anche nelle coltivazioni di frutta, vengono distrutti muretti a secco e pozzi, rubati quintali di prodotti. La Coldiretti da tempo ha lanciato l’allarme, inascoltato.

Le razzie nelle campagne ci sono sempre state, ma nell’ultimo anno, fa sapere la sezione pugliese di Coldiretti, la situazione è andata peggiorando a vista d’occhio.

In Molise poco prima della vendemmia, il primo segnale inquietante. Preceduto da una serie di furti di trattori e mezzi agricoli. Poteva sembrare un dispetto di natura personale, ma trenta ettari di vigneti atterrati, è opinione generale degli agricoltori, significano una cosa sola: qualcuno vuole imporre la vigilanza rurale. E quel qualcuno non è affatto abituato a sentirsi rispondere di no.

giovanni di tota

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