Nuova legge elettorale regionale, illustrata ai sindaci della provincia di Isernia, nell’aula consiliare di via Berta, la proposta presentata da Paolo Frattura a nome della maggioranza che lo sostiene. Una proposta che, però, non ha avuto il via libera dei sindaci dell’isernino perchè, ancora una volta, non dà nessuna garanzia di rappresentatività al territorio pentro. Infatti, lo schema Frattura punta al collegio unico regionale, senza protezioni di sorta per la provincia di Isernia che, per assurdo, potrebbe anche non eleggere nessun consigliere, oppure eleggerne pochissimi, quelli in grado di affrontare e vincere una onerosa campagna elettorale proiettata su tutto il territorio regionale. In sostanza, Frattura, dopo aver garantito, per mesi, la giusta rappresentatività alla provincia di Isernia, si è presentato in via Berta con la decisione già presa: collegio unico regionale. Viene eletto chi prende più voti da Termoli a Venafro. È chiaro che viene avvantaggiato chi può permettersi una campagna elettorale sicuramente costosa, anzi dispendiosa, in barca alla rappresentanza territoriale. Dicevamo che la decisione è già presa, Frattura si è giustificato, dicendo che solo questa proposta ha i numeri per passare in consiglio regionale, grazie ad una maggioranza che, però, oggi è solo un’accozzaglia di trasformisti senza partito, visto che lo stesso Pd ne ha preso le distanze, con Laura Venittelli che ha chiesto tre collegi: Campobasso, Isernia e Termoli. Ma al governatore sembra importare ben poco quello che vuole il suo stesso partito e quello che gli hanno chiesto i sindaci della provincia di Isernia, tutti compatti contro il collegio unico regionale. Frattura, in questo momento, ha una sola esigenza: fare quella che per lui è la migliore legge possibile: collegio unico regionale, per favorire le aggregazioni, e abolizione del voto disgiunto, presidente-consigliere. Anche qui facendo finta di non sentire critiche e proteste. Pensa di avere i numeri in consiglio e punta sull’appoggio dei Cinque Stelle. E probabilmente Federico e Manzo saranno quelli che possono affossare o salvare la legge Frattura. Legge che prevede anche lo sbarramento del 12-15 per cento per partiti o coalizioni. Insomma, tutto il possibile e l’immaginabile per restare al comando del Molise.

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