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Apertura - Attualità - Evidenza - 6 Settembre 2017

Zuccherificio, lavoratori e sindacati: “Aspettiamo ancora risposte concrete da Regione e Ministero”

Aspettano risposte ormai da troppo tempo i lavoratori dell’ex Zuccherificio del Molise. Risposte dalle Istituzioni, quelle stesse Istituzioni, in testa la Regione, alle quali hanno gridato la loro disperazione per aver perso il lavoro. Non si contano le manifestazioni davanti al consiglio regionale, i tavoli, e non si contano le promesse e le rassicurazioni ricevute.

Eppure  risposte concrete non ci sono ancora, è l’amara costatazione di chi sta vivendo questa vicenda sulla propria pelle. Intanto l’unico Zuccherificio del centro sud ha chiuso e una settantina di dipendenti diretti sono stati licenziati.

Molti ex dipendenti vedranno scadere la mobilità a giugno 2018 ed in tal senso, Fai, Flai e Uila auspicano che la Giunta regionale mantenga gli impegni assunti nel corso della riunione dello scorso 4 settembre e attivi a stretto giro tutte le misure necessarie alla riqualificazione e per ricollocare i lavoratori del sito di Termoli. I sindacati chiedono all’esecutivo di assumersi le proprie responsabilità e di mantenere quanto promesso.

“In questa direzione – dicono Fai, Flai e Uila – riteniamo necessario che le Istituzioni definiscano con maggiore precisione il percorso per attivare politiche attive per la riqualificazione e per ricollocare chi è in mobilità, predisponendo un calendario che tenga conto del periodo di copertura di quest’ultima, in scadenza. In tale percorso – aggiungono i sindacati – bisogna a nche coinvolgere concretamente Invitalia, i sindaci dell’area di Termoli e i Centri per l’impiego, così il Ministero dello Sviluppo Economico per proseguire, con esso, il confronto già intrapreso a dicembre 2016 per garantire concrete opportunità di ricollocazione per gli ex dipendenti dello Zuccherificio termolese. Stabilimento che è in un’area di crisi non complessa,

“Pertanto – Concludono i sindacati – serve mettere in campo tutte le misure previste dalla normativa per rendere il sito attrattivo per futuri investimenti e attività produttive che portino un reale beneficio al territorio”.

Per Fai, Flai e Uila, quindi , la Regione  si deve fare parte attiva per continuare il tavolo al Ministero dello Sviluppo economico.

 

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