Ad aprile il no allo Sprar da parte del consiglio comunale fu netto. Ma ora questa bocciatura potrebbe essere rimessa in discussione. Dopo la petizione firmata da oltre 600 persone, a riaprire i giochi a Palazzo San Francesco ci ha pensato il vice sindaco di Isernia, Cesare Pietrangelo. In questi ultimi mesi – ha detto – tante cose sono cambiate e la situazione è in costante evoluzione, ragion per cui l’ipotesi di aderire al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati non è affatto da scartare: “Un’amministrazione degna di questo nome deve sempre mettersi in discussione, deve analizzare le nuove proposte provenienti dai vari enti, governativi e non. Quindi se si creano le condizioni per aderire allo Sprar – che oltre ad affidare la gestione dei migranti direttamente al Comune limita le presenze sul territorio – questa posizione può essere rivalutata. Ma, ripetono, ci sono delle condizioni che prima devono essere verificate”. Il pur timido cambio di rotta da parte dell’amministrazione comunale di Isernia è testimoniato anche dal recente accordo per l’impiego dei migranti in lavori socialmente utili. Una decisione, questa, che ha spinto il consigliere comunale di CasaPound Francesca Bruno ad uscire dalla maggioranza. Il vice sindaco, si è detto sorpreso, ma al tempo stesso ha parlato di scelta tutt’altro che responsabile: “Non sono comportamenti – ha detto ancora Pietrangelo – da adottare in questo momento di crisi. Siamo fermi al 2011, con tanto di commissariamenti. Certe scelte possono provare danni alla città. I migranti? Ci sono, è un dato di fatto. Non dico che sia bene o un male. Ma è nostro dovere garantire la miglior convivenza possibile. Se poi possono dare anche una mano, ben venga”.

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