Michele Mignogna

L’episodio è di quelli raccapriccianti, che solo a pensarci fa venire la pelle d’oca. Domenica mattina, un cacciatore ultra ottantenne di Larino ha legato uno dei suo cani dietro l’auto e l’ha trascinato per diversi chilometri, fino a quando alcune persone sono riusciti a fermarlo in una zona periferica della città. Erano da poco passate le nove del mattino, quando alcuni testimoni oculari, che poi hanno chiamato i carabinieri della locale stazione, hanno notato quest’auto che a folle velocità stava attraversando la città frentana trascinandosi dietro il povero cane, a nulla sono servite le urla e gli “inviti” a fermarsi, il barbaro cacciatore ha proseguito dritto per la sua strada uccidendo il povero animale in un modo atroce. Stando alle testimonianze raccolte dai carabinieri che sono intervenuti immediatamente sul posto, il barbaro ottantenne ha accampato delle scuse poco credibili, e unitamente alle denunce dei testimoni oculari, hanno proceduto con una denuncia per maltrattamento verso animali, per il soggetto, sequestrando immediatamente i fucili da caccia. Sulla questione inoltre è intervenuta l’ANPANA, l’associazione per la protezione animale e ambientale, che nata da soli nove mesi fa, conta già ottanta volontari, venti dei quali sono diventate guardie zooambientali, che tramite il loro avvocato stanno procedendo a una denuncia nei confronti dell’anziano cacciatore, chiedendo l’immediato ritiro del porto d’armi e la confisca dei cani che ancora possiede, ritendo che siano in pericolo per i comportamenti dell’uomo.

Una storia questa che grida giustizia, un comportamento che va censurato e che a questo punto, le associazioni dei cacciatori farebbero bene a censurare duramente, è vero che il comportamento di questo selvaggio non può essere di tutti i cacciatori, ma è pur vero che lui è un cacciatore, nonostante l’età avanzata gli permettono di utilizzare ancora i fucili, e il cane era un cane da caccia, che probabilmente non cacciava come il soggetto voleva e ha pensato bene di farlo fuori, nel modo più atroce che una mente umana possa fare. E’ proprio vero ciò che diceva Madame De Stael “Più conosco gli uomini e più amo gli animali”.

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