di PASQUALE DI BELLO

Clima rovente nel centrosinistra. A gettare una tanica di kerosene sugli stracci fumanti a cui si è ridotta la coalizione guidata da Paolo di Laura Frattura c’ha pensato il segretario regionale del Partito democratico, Micaela Fanelli. “L’Ulivo 2.0 è un bluff – ha sentenziato. Poi, saltando con ardore d’altri tempi nel cerchio infuocato, ha aggiunto: “Fuori i candidati se ci sono”. L’Ulivo 2.0, va detto, è il progetto varato dai parlamentari Roberto Ruta, del PD, e Danilo Leva, di Art. 1 – MDP, che prevede la costruzione di un centrosinistra a guida alternativa a quella di Paolo di Laura Frattura. I due, Ruta e Leva, dopo aver creato il mostro – mostro politico, si intende – hanno da tempo preso le distanze dall’ex pupillo di Forza Italia diventato governatore della Regione sotto le bandiere rosse, alcune delle quali drappeggiate con falce e martello, un vero abominio che da Gramsci a Berlinguer ha fatto rivoltare nella tomba tutto il mondo rosso che fu. Ma si sa, non tutte le ciambelle riescono col buco e di Frattura, che doveva essere un delizioso dolcetto, è rimasto solo lo scherzetto di un furbacchione politico che ha deluso quasi tutti, salvo i tupamaros di Rialzati Molise e la segretaria del PD che sono oggi gli ortodossi guardiani della rivoluzione al limoncello iniziata cinque anni fa.

Alle parole del segretario regionale del PD è arrivata a stretto giro di posta la replica del deputato Danilo Leva: “Le parole della Fanelli si commentano da sole – ha detto -. Il suo è un atto di arroganza. Dovrebbe lavorare per unire e non per dividere come purtroppo sta facendo”. Insomma, nel centrosinistra volano gli stracci, cenci che si levano in maniera ancora più furibonda e caotica quando si parla di primarie. A chiederle a gran voce sono proprio quelli dell’Ulivo 2.0 accusati però da Fanelli di bluffare. “Se hanno i nomi li facciano. Alternative a Frattura io non ne vedo”, ha dichiarato correndo un minuto dopo dall’oculista per un controllo. Non solo un atto di arroganza – come dice Leva – quello della Fanelli ma, soprattutto, un atto di miopia politica. Se non riesce a vedere come e quanto Frattura sia ormai rimasto solo vuol dire che ormai le diottrie politiche del segretario PD sono a zero.

Frattura è solo. Lo hanno lasciato Ruta e Leva, lo ha lasciato Antonio Di Pietro, lo hanno lasciato in consiglio regionale Scarabeo, Petraroia, Totaro, Niro ma, soprattutto, lo hanno lasciato i molisani. Se l’Ulivo 2.0 è un bluff – come dice Fanelli – viene da chiedersi cosa sia, se non una solenne pagliacciata, la coalizione di centrosnistra che bivacca in Regione grazie ai voti dei transfughi Monaco e Micone, passati in maggioranza provenienti dall’opposizione.

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