di PASQUALE DI BELLO

La cura lacrime e sangue imposta al sistema sanitario pubblico dalla riforma varata da Paolo di Laura Frattura, sotto dettatura del Tavolo Tecnico romano, è purtoppo nota a tutti molisani. Tagli che vanno dai reparti smantellati nottetempo ai pannoloni sottratti con destrezza ad anziani e disabili. Quello che, invece, è in larga parte sconosciuto, è la politica fatta di due pesi e due misure quando dal sistema pubblico si passa a quello privato. Col suo recente decreto di Commissario ad acta n. 37 del 28 giugno 2017, Paolo di Laura Frattura ha riconfermato al centesimo i budget più che robusti a favore di Neuromed e Cattolica. All’istituto di Pozzilli vanno oltre 44milioni all’anno per il 2017 e altrettanti per il 2018, mentre alla struttura fondata da Padre Gemelli sono stati assegnati circa 40milioni per lo stesso periodo. A tutto questo sono da aggiungere altri 22milioni, ovvero la torta che si spartiranno tutti gli altri operatori privati. Come se non bastasse, sempre alle strutture interessate vanno altri 14 milioni di euro nel 2017 e 12 nel 2018 per quanto riguarda il settore della riabilitazione.

Si riconferma quindi, in tutta evidenza, l’impostazione di una riforma totalmente strutturata per indebolire il sistema pubblico e rafforzare quello privato. In tutto questo, non è ancora chiaro come verranno regolati economicamente i rapporti tra Regione, Asrem e Neuromed per quel che riguarda la gestione delle emergenze tempo-dipendenti il cui centro regionale è stato voluto da Frattura proprio presso l’istituto di Pozzilli. Ma a fornire la dimensione di quanto sia disgraziata la condizone dei cittadini e dei malati molisani c’ha pensato la stessa Regione. Nello schema contrattuale che regola i rapporti con i privati – adottato sempre con decreto, il n.38, approvato guarda caso dopo solo un giorno da quello che ne ha definito i budget – è la stessa Regione a dire ai molisani che, nel caso i privati raggiungano i tetti di spesa loro assegnati, possono passare direttamente al suicidio o, in altrenativa, avviare un giro tra i santuari per salvare la pelle. Scrive la Regione all’art, 4 comma 9 del contratto: “L’erogatore (ovvero il privato ndr) è tenuto ad avvisare l’utenza circa la non rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario Regionale delle ulteriori prestazioni eccedenti i limiti di spesa fissati, rifiutando l’erogazione delle prestazioni […]”. Più chiaro di così! Come dire: signora, per quest’anno abbiamo esaurito la mortadella. Ripassi l’anno prossimo. Peccato però che lo sportello di un ospedale non sia il banco della gastronomia e che se senza mortadella si campa, senza cure invece si finisce al camposanto. Frattura, in campagna elettorale, aveva assicurato a tutti cure di alta qualità. Non è e non sarà così. In Molise, tra poco, potranno curarsi soltanto i proprietari di portafogli imbottiti. Siamo, evidentemente, davanti all’ennesima bugia. Di questo passo, ne siamo certi, nei prossimi giorni vedremo arrivare Frattura in Regione vestito come Pinocchio: col cappello di mollica e il vestito di carta.

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