Emergenza migranti, mentre si sta concludendo, presso la prefettura di Isernia, la procedura di apertura delle buste contenenti le offerte per i Cat, Centri di Accoglienza Temporanei, cresce il malcontento della popolazione isernina che mal sopporta che il capoluogo pentro sia oramai l’unico grande centro della provincia che non abbia ancora aderito al progetto Sprar, ovvero un’unica struttura gestita dal comune, dove accogliere e controllare i profughi ospitati in città. Una scelta a cui hanno già aderito sia Venafro, che Agnone e Frosolone. Solo il comune di Isernia continua ad ignorare la spinta che viene dai cittadini. Ma, oramai né d’Apollonio, né la maggioranza possono continuare a far finta di niente e negare l’evidenza dei fatti. Enrico Zullo (nella foto), noto imprenditore isernino, leader nei servizi di noleggio auto, insieme ad altri volenterosi, ha raccolto ben seicento firme sotto la petizione con cui si chiede al Comune di avviare al più preso le procedure per l’attivazione dello Sprar, così da contenere il proliferare dei Cat e dei migranti ospitati in ogni angolo della città, senza né controlli, né garanzie per i cittadini. È di pochi giorni fa la notizia del migrante africano che, alla Fontana Fraterna, davanti ai bambini che giocavano, si è spogliato e ha fatto i suoi bisogni – senza alcuna vergogna – nei pressi del monumento più importante della città. Solo un epsiodio, ma in precedenza ci sono stati casi di spaccio, ubriachezza e molestie, oltre che aggressioni e risse, come a Cantalupo o Isernia, che hanno visto come protagonisti i migranti. La gente ha paura, non ne può più e la petizione ne è la manifestazione tangibile. Seicento famiglie isernine si sono recate da Enrico Zullo per firmare e chiedere a d’Apollonio di avviare lo Sprar, un solo centro, controllato dal Comune, che potrà dare tutte quelle garanzie che i cittadini chiedono e impedire l’invasione dei migranti che stanno davvero diventando troppi.

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