Sarà convocato dopo Ferragosto, o più probabilmente alla fine del mese, il tavolo tecnico per chiarire il futuro dei circa 40 dipendenti della OTI, piombati in un vero incubo. Sono di fatto senza lavoro, ma non possono essere licenziati perché né le Officine tessili italiane né i liquidatori della Ittierre ritengono che debbano occuparsi di loro. Durante l’ultimo incontro con una delegazione di lavoratori dell’azienda di Pettoranello, il prefetto di Isernia Fernando Guida ha assicurato il suo impegno per convocare al più presto un tavolo tecnico che coinvolga Ittierre, Oti, Regione e parti sociali. Ma difficilmente si riuscirà a trovare una data utile nell’immediato. Ci vorranno almeno un paio di settimane, visto il periodo. Per tutto questo tempo i lavoratori resteranno nel limbo, senza sapere cosa sarà di loro e con il timore che possano perdere anche le indennità di disoccupazione. Intanto, dopo due giorni davanti ai cancelli e in assenza di comunicazione o segnali di varia natura, i lavoratori da oggi sono rimasti a casa, non essendoci le condizioni oggettive per lavorare. Mancano punti di riferimento e contatti con chi dovrebbe dare loro delle indicazioni. Una situazione assurda, se non folle, ultimo atto di una vicenda che dalla prima gestione commissariale in poi ha riservato solo bocconi amari ai lavoratori della Ittierre. In alternativa al licenziamento – premessa necessaria per ottenere gli ammortizzatori sociali – i lavoratori che riescono a trovare un’altra sistemazione possono comunque presentare una lettera di dimissioni alla Oti, perché – ha chiarito Amico Antonelli della Uiltec di Isernia – per l’ufficio del lavoro risultano essere ancora dipendenti di questa azienda.

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