di PASQUALE DI BELLO

Prosegue senza sosta l’occupazione della Sanità da parte del presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura. Dopo la procedura di nomina del nuovo direttore dell’Ospedale unico regionale, rimessa di fatto alla sua esclusiva scelta discrezionale, adesso è la volta dei tre direttori di Distretto sanitario, rispettivamente di Campobasso, Isernia e Termoli. Il meccanismo, evidentemente studiato a tavolino, è sempre lo stesso. A nominare formalmente i futuri vertici di distretto è il direttore generale dell’Asrem, Gennaro Sosto. A procedere invece di fatto, è il presidente Frattura dal quale la nomina e la permanenza di Sosto nel ruolo dipende proprio dal governatore. E’ stato Frattura a volere Sosto, facendolo approdare dalla Calabria in Molise, ed è Frattura che potrebbe rispedircelo. Su questo non ci piove. Ciò che invece fa acqua da tutte le parti, è il metodo congenato dall’Asrem, un’alluvione di discrezionalità che viaggia al confine della nomina politica. Richiamati i fumogeni destinati a confondere le idee, quelli della trasparenza, selettività ed evidenza pubblica, l’avviso interno diramato e sottoscritto dallo stesso Sosto, dal direttore sanitario dell’Asrem, Antonio Lucchetti, e da quello amministrativo, l’ex capitano dei Nas Antonio Forciniti, prevede la istituzione di una commissione chiamata a valutare la semplice idoneità dei candidati e la verifica formale della documentazione presentata. Ad essa non è invece consentito di procedere ad alcuna graduatoria. A provvedere per le tre nomine, sarà un provvedimento motivato del direttore generale Sosto. C’è da chiedersi, legittimamente, di quanta autonomia quest’ultimo possa disporre nel momento stesso in cui si trova sottoposto al potere di vita o di morte (vita e morte amministrative) che su di lui esercita il presidente della regione. Va detto che i direttori di distretto agiscono su migliaia di persone occupandosi di gestire in prima persona risorse economiche, risorse umane, servizi sul territorio e programmazione delle attività sanitarie e sociosanitarie del distretto. Insomma, si tratta di veri e propri proconsoli sul territorio la cui influenza, specie nella futura campagna elettorale, potrà essere preziosa. Vedremo come andrà a finire, per ora già sappiamo che Frattura ha messo le mani sull’Asrem, affidandone i vertici a figure tutte extraregionali che a lui rispondono direttamente in termini di nomina; ha messo le mani sul vertice dell’Ospedale unico regionale e adesso anche sui tre distretti sanitari. Manca che metta le mani solo su garze e siringhe per incrementare il bottino ma, diamogli tempo, e di questo passo provvederà a fare il pieno anche di supposte.

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