di PASQUALE DI BELLO

Procede a tappe forzate e scarponi chiodati la riforma del sistema sanitario regionale voluta da Paolo di Laura Frattura con la complicità del governo nazionale. A finire sotto i riflettori è, questa volta, il progetto dell’Ospedale unico regionale, una sorta di mostro tentacolare composto dai nosocomi di Campobasso, Isernia e Termoli ai quali, a carrello, si aggancia anche la struttura di Agnone. Un Frankestein che i capimastro regionali hanno creato attraverso l’accorpamento fittizio di Cardarelli, Veneziale, San Timoteo e Caracciolo, strutture che resteranno esattamente dove stanno ma che, fittiziamente, risulteranno come un solo corpaccione seppure storto e sformato e con due elettrodi applicati al collo. Siamo alle solite, alle trovate lessicali attraverso le quali la regione molise rende difficile il facile attraverso l’inutile. L’ospedale unico che nella mente di Frattura dovrebbe procurare risparmi, alla fine produrrà solo diseconomie, confusioni e pastette politiche.

Intanto diciamo che le quattro strutture resteranno dove stanno, con altrettante spese generali e, soprattutto, di manutenzione degli immobili e delle attrezzature. Cosa radicalmente diversa da un unico stabile all’interno del quale si sviluppa, dall’inizio alla fine, il percorso di cura e degenza e presso cui si trovano tutti gli stumenti. Una cosa è, ad esempio, un solo ospedale con una sola risonanza magnetica altra cosa sono quattro edifici distinti con quattro risonanze. Quello che però desta perplessità se non sospetti è la procedura varata dall’Asrem per la individuazione del direttore unico della struttura. Una selezione rimessa all’esclusivo poere discrezionale del direttore generale dell’Asrem, Gennaro Sosto, e, in definitiva, al presidente della Regione Frattura da cui dipende la nomina fiduciaria di Sosto. La commissione interna nominata per verificare l’idoneità dei candidati, è sprovvista di qualsiasi potere, men che meno di quello necessario a comporre una graduatoria. L’elenco preparato a trotterello di cane, come direbbero a genova, è previsto che finisca nelle mani di Sosto a cui spetterà la nomina. Dopo aver ricevuto, verosimilmente, indicazioni da Frattura che, volendo, potrebbe rispedirlo in Calabria da dove lo ha prelevato. Questa procedura è quella messa nero su bianco dall’avviso diramato dall’Asrem lo scorso 26 giugno e sottoscritto dallo stesso Sosto, dal direttore Sanitario Lucchetti e da quello amministrativo Forciniti. Un avviso che fa inarcare il sopracciglio per un altro motivo. L’avviso si riferisce ad una selezione interna ma, in realtà, quella che si crea è una posizione lavorativa ex novo, non esistente in precedenza e quindi, a parere di molti, da sottoporre a concorso pubblico nazionale e non a selezione interna e discrezionale. Come il resto delle cose che riguardano la Sanità, siamo evidentemente al caos, termine che sul vocabolario regionale Treccani, edizione Molise, è sinonimo di abuso e furbizia.

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