L’obiettivo del ministero dello Sviluppo economico doveva essere quello di salvare una delle aziende tessili più importanti d’Italia e d’Europa. E invece la sua politica scellerata ha finito di affossarla, rubando la speranza di un’occupazione a centinaia di lavoratori e milioni di euro al territorio. Questo in estrema sintesi quanto detto dagli esponenti del Movimento Cinque Stelle durante una conferenza stampa convocata davanti ai cancelli della Ittierre per annunciare la presentazione di un’interpellanza in consiglio regionale. Oltre a sottolineare il fallimento della gestione commissariale, i cinque stelle hanno evidenziato il sostanziale immobilismo della Regione, accusata di non aver fatto nulla, se non garantire 12 milioni di fideiussione che ora rischia di perdere. I passi salienti della vicenda, riportati sul sito web del M5S, sono stati illustrati dal consigliere regionale Antonio Federico: “Nella relazione della Direzione generale per lo Sviluppo produttivo e la Competitività, allegata al decreto di revoca di Ciccoli firmato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, si legge il fallimento della politica governativa. Nel documento si parla di “oggettiva inidoneità dell’organo collegiale ad assicurare una efficiente ed efficace gestione della procedura di amministrazione straordinaria e, per conseguenza, una cura adeguata degli interessi pubblici cui la stessa è finalizzata, come emerge in particolare a) dalla confusa, disomogenea e non compiuta rappresentazione dei costi della procedura; b) dalla assenza di ponderate e concrete iniziative per la rapida conclusione della gestione liquidatoria della procedura, e al contempo dal compimento di atti in assenza della preventiva autorizzazione, ove prevista ai sensi di legge; c) dalla adozione di criteri di determinazione dei compensi degli incarichi di assistenza e consulenza legale penalizzanti per la Procedura e dal mancato controllo del corretto svolgimento degli incarichi medesimi”. Una auto bocciatura senza appello. Come se nulla fosse, però, al momento Emanuele Rimini insieme a Mauro Messina ed Enrico Stasi nominati a giugno scorso, compongono il nuovo collegio commissariale nella procedura di amministrazione straordinaria di Ittierre spa. In pratica dopo 9 anni siamo al punto di partenza. O quasi, visto che nel 2011 il governo regionale targato Michele Iorio ha firmato una fideiussione da 12 milioni di euro in soldi pubblici, che è al centro di un contenzioso tra azienda e Regione: una mossa che rischia di far perdere questo ‘tesoretto’ ai molisani. Con un’azienda distrutta, centinaia di famiglie in difficoltà e il rischio di perdere altri milioni di euro, la Giunta regionale attuale non muove un dito. Il governatore Paolo di Laura Frattura e l’assessore alle Politiche dello Sviluppo economico Carlo Veneziale attendono con il cappello in mano che da Roma arrivino in Molise i soldi dell’Area di crisi, ma non proferiscono verbo sul dramma Ittierre. Per porre fine a questo imbarazzante immobilismo il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato un’interpellanza in Consiglio regionale. Frattura deve dirci quali iniziative ha pensato per tutelare la Regione Molise alla luce della fideiussione di 12 milioni di euro e l’annesso contenzioso in atto. Al momento di firmare l’anticipo milionario, tra l’altro, il governo regionale sembra non aver mai riportato il relativo accantonamento in Bilancio. È giunto il momento di chiedere quei soldi indietro dato che i Commissari hanno soltanto aggravato la situazione. Per il MoVimento 5 Stelle Molise, quindi, la Regione ora deve farsi sentire con il Ministero dello Sviluppo economico alla luce del fallimento gestionale degli uomini scelti proprio dal dicastero. Dopo quasi 10 anni Frattura cosa vuol fare? Vuole andare a battere i pugni a Roma per ridare almeno un po’ di dignità alla nostra regione? Ne ha la capacità e la forza politica? Il tempo dell’attendismo non porta nulla, la prova è sotto gli occhi di tutti”.

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