di PASQUALE DI BELLO

Cosa nostra. La Sanità è cosa nostra. E’ questa, in sintesi, l’unica conclusione alla quale si può giungere nel valutare, commentare, analizzare gli atti e i fatti posti in essere quotidianamente dal presidente della Regione Molise e commissario ad acta per la Sanità, Paolo di Laura Frattura. Prendiamo ad esempio l’ultimo episodio di questa raccapricciante telenovela che ha distrutto la sanità pubblica molisana in favore di quella privata. Ci riferiamo al progetto di integrazione Cardarelli-Cattolica, ovvero ad una delle prescrizioni che sia il Tavolo tecnico nazionale, sia la conferenza Stato-Regioni avevano imposto a Frattura affinché il Piano Operativo Straordinario potesse essere approvato. A risolvere il problema, in realtà, c’ha pensato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che, con quella sua posa e quella sua espressione apprensiva di chi sembra aspettarsi uno scoppolone da un momento all’altro, lo scoppolone lo ha rifilato ai molisani approvando per legge il Piano Operativo chiudendo così la strada ad ogni contesa e ad ogni contestazione. Se però sul piano formale la questione è chiusa, resta aperta sul piano sostanziale per l’ennesimo atto di arroganza e strafottenza di un presidente di regione fuori controllo che ormai non intende più rispondere a niente e a nessuno. Secondo quanto previsto, aveva garantito la definizione dell’accordo con la Cattolica entro il 31 dicembre 2016. Data poi spostata al 15 gennaio e poi ancora al 31 sino a quando s’è capito quale fosse la funzione del calendario per Frattura: quella di orpello da apendere nelle botteghe da barbiere. Adesso, a rendere noto che un accordo c’è, è il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II, Maurizio Guizzardi. “Dopo questa lunga fase di trattativa con la Regione Molise siamo arrivati a definire un progetto, anche se non ancora formalizzato”. Scopriamo così che c’è stata addirittura una trattativa condotta, evidentemente, in gran segreto da Frattura. Cosa nostra, appunto, come se trattare con la Cattolica fosse l’equivalente di vendere o comprare uno dei tanti palazzi che il costruttore Frattura va realizzando.

La conclusione della trattativa, per restare alle parole di Guizzardi, equivale al trasferimento armi e bagagli del Cardarelli all’interno della strtuttura della Fondazione. La notizia, come riportata dal quotidiano la Repubblica, assume il tono della munificenza e della bontà personificate. Dice Guizzardi – testuali parole – “alla fine di un lungo periodo di trattative l’università Cattolica ha deciso di cedere in diritto di superficie, a titolo gratuito, più della metà dell’ospedale alla Regione Molise”. Da notare l’aggettivo, gratuito, specifica che non può non portare alla conseguente domanda: perché? Perchè l’Università Cattolica avrebbe concesso gratuitamente il diritto di superficie. Va bene la natura confessionale e la preferenza per i poveri e i diseredati, categoria alla quale la Regione Molise certamente appartiene con la sola deprecabile eccezione dei consiglieri regionali, ma per quale motivo la Cattolica si è rivelata così larga di manica? Qual è la contropartita? Ce lo dica, se ne è capace, Frattura.

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