di ADELE FRARACCI

‘Alla politica dell’apparire, il governatore del Molise, Paolo di Laura Frattura, ha preferito, sin dai primi giorni dell’espletamento del suo mandato, la politica del fare, ponendosi in controtendenza con quella spettacolarizzazione mediatica che molti protagonisti della vita politica italiana, Renzi per primo, amano privilegiare. Come tutti gli imprenditori che si alzano la mattina e vedono come far quadrare i conti della propria azienda, Frattura ha trasferito questo modus operandi all’interno di Palazzo Vitale, lavorando fino a notte inoltrata con caparbietà e tenacia. Un impegno che non ha pagato sul piano della visibilità e del marketing politico’. Questa è l’introduzione di un articolo di difesa strenua e condotta ad oltranza, su un quotidiano locale, a beneficio del presidente Paolo Frattura. Nulla di nuovo e originale proviene dalla stampa locale, il genere prediletto è per lo più sempre lo stesso, quello apologetico. Oggi è esattamente come Ieri. Oggi i quotidiani apologetici hanno un nome e ieri ne avevano un altro e, in alcuni casi, hanno lo stesso nome a favore di entrambe le stagioni. Oggi alcuni beneficiano marcatamente l’attuale governatore, ieri, altri o casomai gli stessi, erano apertamente pro Iorio. Ecco che l’attuale presidente si avvale, così come il precedente, della stampa e degli organi d’informazione benevoli, a dir poco. Questo è già, inconfutabilmente, ‘fare comunicazione’ o essere beneficiato dalla comunicazione amica, tanto più che quella rimasta filoioriana e non allineata- telemolise lo denunzia un giorno sì e l’altro pure – è stata messa in grande difficoltà da certe scelte politiche. Le stesse azioni politiche afferenti alla editoria hanno provato, chiaramente e incontrovertibilmente, che sulla comunicazione si è inciso eccome, anzi assai, da parte della sfera politica. E’ del resto ampia la discrezionalità delle amministrazioni a “fare-non fare/finanziare-non finanziare/finanziare molto-finanziare poco”, sicché gli editori si schierano facilmente sempre con il potere. Non a caso ai cittadini risulta abbastanza chiaro che i media che prima stavano con Iorio, oggi stanno al fianco di Frattura, fatta eccezione proprio per il gruppo Pallante; Telemolise, infatti, pare essere rimasta coerente nella sua linea editoriale. Ergo, è evidente che il governatore l’ha fatta la comunicazione, anche con pugnacita’ ed energia, nel segno della spettacolarizzazione mediatica e del marketing politico. Che l’abbia in parte toppata, è poi un altro paio di maniche. L’ha toppata perché tentare di spegnere le voci discordanti ed esaltare quelle iperamiche è deprecabile e insopportabile in democrazia, l’ha toppata perché i vari pezzi di cicisbeismo da parte di soggetti dell’informazione locale oggi destano insofferenza, invece che adesione, in un cittadino dotato di medio spirito critico, di memoria e in possesso di adeguati strumenti di autodifesa dalla propaganda mediatica. L’ha toppata perché ha ridotto i comunicati stampa ad aridi numeri, ad algoritmi e a pesi e criteri quantitativi o si è esposto a passerelle autoreferenziali assieme a personaggi vari, ora sul terreno delle messe giubilari, ora delle scuole inFedeli, ora delle feste costose sugli emigranti, ora delle riforme referendarie fallite; fragili vetrine accanto a personalità apicali, i vari Renzi, Cotugno, i Sindaci, i Prefetti, il Vescovo, il Ministro dell’istruzione o qualche personaggetto mai pago e sempre in cerca d’autore, valorizzato nello squallido provincialismo del Molise istituzionale. Insomma questa è stata la comunicazione percorsa , in linea con le scelte di governo autocratiche e a cupola. Il marketing prescelto è stato sin qui cioè quello di calare dall’alto al popolo, per gentile concessione, informazioni e dati o centellinare ‘passerelle vip’, nell’idea che ai cittadini si arriva in forma differita, utilizzando cioè i ‘potentes’ o pseudo tali dei vari settori per raggiungere la base; è noto, ad esempio, che la Giunta punti sui sindaci per arrivare, in via differita, ai cittadini. Il marketing comunicazione è stato per più di quattro anni questo, ora, sotto elezione, per timore più che per convinzione, pare si voglia ricorrere ad un guru. Leggendo l’articolo del giornale locale, trattasi di un vecchio e bravissimo professionista, il quale fu nevralgico per la scalata politica di Enrico Santoro, presidente della Giunta nel lontano 1990 /1993. Ecco, si riesuma una vecchia professionalità nella comunicazione politica per fini puramente elettorali, continuando a non puntare sui giovani talenti locali, a conferma che il teorema rimane sempre il medesimo: utilizzare la comunicazione solo come instrumentum regni. Ecco, si assume in Regione nel ruolo di guru il vicepresidente della fondazione Neuromed e direttore del giornale ‘Neuromed news’ per rinnovare il look, il quale certo non può mascherare il contenuto invariato ed avariato: il governo di sinistra e’ legato a forza Italia di Patriciello e la comunicazione non è percepita nel suo significato autentico di informazione democratica, bensì come strumento eristico e manipolatorio delle coscienze. In prossimità dell’appuntamento elettorale, la politica dell’apparire viene valorizzata in modo esponenziale e spettacolare. Beh, la solita visione. Tutto ciò senza nulla togliere alla riconosciuta dedizione tenace al lavoro del governatore, la quale, del resto, è un dovere intrinseco al mandato politico che si esercita, tra l’altro in una fase storica particolarmente complicata sul piano economico e sociale. E’ bene anche sottolineare che sull’espletamento del mandato politico, l’essere imprenditore non implica necessariamente una capacità maggiore e un valore aggiunto: nella visione e gestione della res publica non si deve fare tout court impresa, ma politica buona.

Potrebbe interessanti anche:

Agnone, calano i positivi al Covid

Sono tornati a scendere i contagi da Covid-19 sul territorio di Agnone. A comunicarlo è st…