MICHELE MIGNOGNA

Larino –

Sono passati dieci anni, era il 20 luglio del 2007 quando il giovane operaio larinese, Nicola Di Paolo, scompare facendo perdere le sue tracce. Da allora c’è stato un processo, dove gli unici indagati erano la moglie e l’allora compagno, un processo che ha percorso i tre gradi di giudizio, i due, condannati nei primi due gradi furono assolti in Cassazione, e questo lo diciamo al netto delle polemiche e a favore dei legali della coppia. Detto questo però di Nicola non ci sono tracce e a soffrire in maniera terribile questa situazione è la famiglia di Nicola, il papà Raffaele, la mamma e i fratelli. Abbiamo incontrato proprio il papà che a Larino è conosciuto come Luluccio, in un letto di ospedale per seri problemi di salute la prima cosa che ha detto, quasi urlando è “per favore chi sa parli, non è possibile che in una cittadina come Larino, sparisce una persona e nessuno sa o ha visto niente. Non chiedo nessuna vendetta – continua Luluccio – vogliamo solo sapere dove si trova Nicola. Abbiamo bisogno, da genitori, di sapere che fine ha fatto nostro figlio”. I passaggi della vicenda sono ormai conosciuti, il venti luglio di dieci anni fa Nicola esce di casa dopo aver ricevuto una telefonata, dopo di che il vuoto, i famigliari, papà in testa si mobilitano dopo quarant’otto ore quando cioè gli è stato detto dalla moglie che Nicola non era rientrato a casa. Da questo momento partono le indagini, all’inizio a nostro avviso, senza aver capito bene la portata del problema, ma di Nicola non c’è traccia, il processo poi è finito come abbiamo detto. A parlare è anche il fratello di Nicola, Emiliano, il quale si è speso tanto nella ricerca della verità, ricerca che purtroppo non ha portato a nulla di fatto e anche lui è sempre più convinto che “qualcuno conosce la verità ma non la dice”. Il papà è forse la persona più provata in questo momento “se qualcuno sa qualcosa può mandarci una lettera anonima, può scrivere a qualche giornale, può andare dai Carabinieri, ma è impossibile, e mi convinco sempre più – dice Luluccio – che c’è più di qualcuno che conosce la verità dei fatti e non la vuole dire, ripeto, personalmente non cerco vendetta, è una cosa che non mi appartiene, però credo che abbiamo diritto alla verità, qualunque essa sia, non è concepibile che due genitori anziani come noi, perdano un figlio e non devono sapere dove e perché, non è concepibile”. Parole pesate e pensate quelle del papà di Nicola che non trova una ragione plausibile all’accaduto. Intanto in città, la cosa sembra passata ormai di mente a tutti i giuristi e penalisti da bar che hanno riempito di chiacchiere, dubbi e retroscena il caso, una comunità che ha smesso di porsi la domanda su che fine abbia fatto Nicola, e che ha trattato il caso al pari di un gossip estivo e niente più. Un caso quello di Nicola che non ha avuto il giusto risalto a livello nazionale come tanti altri casi che negli ultimi anni hanno riempito trasmissioni televisive e pagine di giornali scandalistici, ma su questa scomparsa, della quale la trasmissione “chi l’ha visto?” è stata la prima a essere informata ma che ha ritenuto di non approfondire. Ecco, intanto sono dieci lunghi anni che Nicola è sparito e i genitori aspettano ancora la verità.

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