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Attualità - Diritto e fisco - Focus - Politica - 18 Luglio 2017

Gioco: necessario accordo tra Governo ed Enti Locali

Le decisioni che il Governo ha intrapreso, relativamente al gioco ed alle slot machine gratis, certamente non ne rappresentano il riordino perché per poter effettuare questo necessita l’accordo tra Stato, Regioni ed Enti Locali in Conferenza Unificata: da lì deve uscire un parere unanime e quali siano ulteriori azioni che si possono fare per intervenire sul settore. L’accordo in Conferenza è assolutamente essenziale affinché il Governo possa fare poi un decreto per attuare la riforma del settore. Da qui alla prossima legge di bilancio il Governo ha ancora tempo per “farsi venire altre buone idee” da applicare al mondo del gioco d’azzardo pubblico ed alla sua ristrutturazione.

Per esempio bisognerà, forzatamente, affrontare il gioco online e studiare gli interventi da effettuare. Questo segmento del gioco è quello dove si è più esposti perché raggiunge il giocatore ovunque. Quindi, prima si è chiusa la partita delle slot ed ora verrà affrontato questo comparto: ma si deve anche dire che dopo i casinò, il gioco online è probabilmente quello più controllato anche se offre sfaccettature diverse che richiedono particolare attenzione negli interventi.

Il vero problema è il gioco clandestino e qui bisognerà intervenire a livello europeo anche con l’aiuto importantissimo dei gestori telefonici e tutto questo non è assolutamente semplice. In questo comparto esiste, forse maggiormente che in quello terrestre, un problema di educazione che va considerato e sul quale bisognerà investire tanto perchè coinvolge anche le famiglie dei giovani che rimangono a casa lunghissime ore da soli, gestendosi lo studio, il gioco, lo sport.

Nelle decisioni del Governo non bisogna scordarsi anche della tassa sulle vincite: potrebbe significare una strada per la prevenzione ed anche dei fondi per la lotta al gioco problematico. Certamente, i 50 milioni statuiti per quel fine sono pochi e bisognerebbe aumentarli, ma poi subentrano i “fattori moralistici” sui quali bisogna fare chiarezza per l’opinione pubblica: sono proprio soldi del “diavolo” oppure no? Il Governo ha “diritto” di guadagnare su di un settore dove si rappresentano tante derive negative per la salute? La questione etica si presenta ancora una volta, come si era presentata per il fumo dove si è intervenuti in un certo modo che è andato bene a tutti: ma il fumo rimane e così anche la dipendenza che provoca. Ci sono quindi anche per il gioco “nodi” ancora da sciogliere ma che bisogna in ogni caso affrontare e “bipanare”.

E poi rimane aperta e non affrontata nel modo giusto, la questione della pubblicità: qui per qualsiasi decisione si voglia intraprendere bisognerà parlare anche di normative europee sul gioco affinchè la pubblicità sia vietata come esattamente è stato fatto per il fumo. Questo “parallelismo è ricorrente” anche se la pubblicità sul gioco forse è più difficile da affrontare, dato che tra i vari Paesi esistono regolamentazioni assolutamente diverse. É ovvio che ci si auspicherebbe una linea europea: il tema dei canali sportivi,  per fare un esempio, è di assoluta e grande sensibilità.

Per arrivare ad un punto concreto di riordino e di ristrutturazione del mondo del gioco pubblico, bisognerebbe veramente accelerare i lavori della Conferenza Unificata per arrivare a questo accordo. Quello che si spera da parte dell’Esecutivo è che le Regioni possano distribuire in modo omogeneo l’offerta del prodotto gioco in modo da non creare ghettizzazioni o concentrazioni in alcuni punti del territorio poiché questo sarebbe veramente un risultato assolutamente negativo.

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